Stipendio, come si legge il cedolino con gli aumenti del nuovo Contratto

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Scattano da giugno 2018 gli aumenti di stipendio per il personale del comparto Istruzione e Ricerca in virtù del Contratto rinnovato il 19 aprile 2018. Gli arretrati erano già stati erogati a maggio 2018. Il cedolino è già visualizzabile su NoiPa

Il personale con contratto a tempo indeterminato e con contratto di supplenza al 30 giugno o 31 agosto troverà nella rata ordinaria di giugno un aumento medio di circa 50 euro netti, variabile a seconda la fascia di anzianità. Lo stipendio di giugno sarà esigibile venerdì 22 nel corso della giornata, in relazione alle modalità di accredito della singola banca.

Dati di dettaglio del cedolino giugno 2018

Scompare la voce “Indennità di vacanza contrattuale” e appare una nuova voce Elem. Pereq. con accanto indicata l’ordine di scuola e la classe stipendiale.

L’indennità di vacanza contrattuale però non sparisce del tutto perché  è inclusa nello stipendio tabellare, come specificato dal   comma 3 dell’articolo 35 del CCNL: “A decorrere dal 1/4/2018, l’indennità di vacanza contrattuale riconosciuta con decorrenza 2010 cessa di essere corrisposta come specifica voce retributiva ed è conglobata nello stipendio tabellare, come indicato nell’allegata Tabella C1”.

Più alta anche la retribuzione professionale docenti, di cui beneficiano anche i supplenti con contratto al 30 giugno o 31 agosto.

L’aumento medio netto va dai 50 ai 53 euro circa

Addizionali comunali e regionali: compaiono ancora e sono uguali al mese precedente, con scadenza novembre 2018. Naturalmente non sono ancora adeguate, in quanto riferite a redditi precedenti.

L’elemento perequativo è il tassello a rischio. Se il Governo infatti non troverà una misura per renderlo stabile, da gennaio 2019 potrebbe sparire.

Un altro fattore di cui tener conto per calcolare l’aumento è il bonus Renzi di 80 euro. Se si superano determinate fasce di reddito per cui viene erogato, il bonsu si abbassa e in questo modo l’aumento sembra non essere percepibile nella misura in cui lo si aspettava.

Bisogna poi considerare se ci sono altre trattenute che potrebbe “neutralizzare” l’aumento nel cedolino di giugno, come trattenute per la malattia o per gli scioperi.

Sono dunque numerose le variabili di cui tener conto, e l’aumento diventa “individuale” in base alle situazioni personali.

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
soloformazione