Stipendio, cedolino con scadenza 2026. Perché?

di redazione
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Il primo stipendio è arrivato anche ai neoimmessi in ruolo 2018/19, che nella intestazione hanno trovato la dicitura “scadenza 2026”.

Nulla di preoccupante invero, nel 2026 non ci sarà alcun “rimpasto”, e il cedolino non “scade”.

Scadenza cedolino

La data è riferita piuttosto alla data in cui si presuppone possa avvenire il primo scatto di anzianità, per poter ricevere uno stipendio più alto.

Il prossimo anno, o comunque dopo aver superato l’anno di prova, ogni docente presenterà i documenti utili per la ricostruzione di carriera.

In virtù di quest’ultima quella data potrebbe abbassarsi (per i docenti che hanno già svolto numerosi anni di servizio), consentendo ai docenti di usufruire prima dello scatto. Conclusa la pratica di ricostruzione di carriera sul cedolino apparirà per ciascuno la data spettante.

La legge 107/2015 art. 1 comma 2019 ha modificato la richiesta di ricostruzione carriera, essa dispone infatti che le domande per la ricostruzione di carriera devono essere presentate al dirigente scolastico tra il 1 settembre e il 31 dicembre, mentre in precedenza poteva essere presentata in qualsiasi momento dell’anno.

Le risposte dovrebbero sono anche più celeri poichè entro il successivo 28 febbraio perviene la comunicazione da parte del ministero dell’Istruzione a quello dell’Economia con la previsione dei costi della ricostruzione stessa.

Entro 90 giorni dalla presentazione della richiesta si dovrà provvedere all’adozione del provvedimento questo per venire incontro all’esigenza del personale neo immesso di percepire uno stipendio che tenga conto anche del servizio prestato come incaricato nel corso del quale la retribuzione è sempre stata quella iniziale.

Ricostruzione carriera, domanda dal 1° settembre al 31 dicembre. Chi può presentarla e come

Ricostruzione di carriera: cosa è accaduto in Europa

Recentemente la Corte di Giustizia si è espressa sulla ricostruzione di carrirera: la decurtazione di un terzo dei servizi svolti dopo il quarto anno di precariato ai fini della ricostruzione della carriera, in linea di principio, non viola il principio di non discriminazione tra personale di ruolo e personale assunto a tempo determinato. L’intervista a Marcello Pacifico (anief)

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