Stipendio: aumenti al lordo dipendente, ecco perché la media è di 50 euro. In busta paga da giugno

Come già anticipato, gli effetti economici del contratto 2016/18 del comparto Istruzione e Ricerca, sottoscritto definitivamente il 20 aprile 2018, si vedranno a maggio, con un cedolino dedicato agli arretrati e poi a partire dal mese di giugno con gli aumenti spettanti in base all’anzianità di servizio.

“Gli aumenti – scrive oggi Italia Oggi – sono stati calcolati al lordo dipendente: una formula che indica l’importo comprensivo dei contributi previdenziali a carico del lavoratore (11%), dell’Irpef e delle tasse comunali e regionali. E siccome al crescere degli importi spettanti sale anche l’imposizione fiscale, la somma da versare in busta paga al netto delle trattenute si aggira mediamente intorno ai 50 euro, per tutte le qualifiche del comparto, docenti, amministrativi e personale ausiliario. Ciò a prescindere dalla qualifica ricoperta e dall’anzianità di servizio”.

Gli aumenti netti quindi si aggireranno su questa cifra in quanto chi ha una minore anzianità di servizio avrà un minore importo della contribuzione previdenziale e un’aliquota Irpef inferiore.

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