Stipendio, Anief: servono risorse anche per recupero inflazione anni precedenti

di redazione
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Comunicato ANIEF – Non basta sbloccare l’indennità di vacanza contrattuale se non si recuperare il gap con il settore privato dove sindacati e confindustria hanno firmato accordi superiori all’aumento del costo della vita nell’ultimo decennio.

Anief presenta emendamenti su salario minimo e recupero dell’IVC rispetto all’inflazione, ripristino primo gradone neo-assunti, riconoscimento servizio paritarie e pre-ruolo per intero nelle ricostruzioni di carriera, card docenti anche per Ata e precari, temporizzazione Dsga e passaggi verticali, Rpd e Cia a supplenti brevi e parità di trattamento tra personale a tempo determinato e indeterminato.

La maggioranza M5S-Lega si appresta ad approvare la copertura finanziaria per un nuovo incremento di stipendio dei dipendenti pubblici – tra cui docenti e Ata – di 500 euro lordi annui, 40 euro al mese, al di là della perequazione per il solo 2019, e dell’indennità di vacanza contrattuale che scatterà comunque, da aprile con un assegno tra gli 8 e 12 euro per Ata e docenti. Unico dubbio la copertura finanziaria, visto lo stanziamento di un solo miliardo. Tuttavia, poiché i dipendenti della Scuola che percepiscono in media solo 28 mila euro lordi l’anno, nell’ultimo periodo, secondo i calcoli dell’Aran, si sono ritrovati a ricevere buste paga, addirittura, in flessione, con specifici emendamenti alla Legge di Bilancio, Anief chiede “il riallineamento degli stipendi attraverso l’integrale recupero, in percentuale, del tasso di inflazione reale certificato dall’Istat, superiore al 12%”, con la copertura finanziaria “garantita dalle risorse stanziate dal Fondo per il reddito di cittadinanza”.

I finanziamenti per l’incremento dei compensi di 3 milioni e 300 mila dipendenti pubblici non tengono conto del blocco decennale e dell’aumento dell’inflazione registrato negli anni: porteranno “un aumento medio mensile di 40 euro lordi, meno della metà dello scorso rinnovo contrattuale, che è stato, ricordiamo, di 85 euro medi e lordi. Aumento per il quale bisognerà ancora reperire le risorse”, riassume Orizzonte Scuola. A dire il vero, però, le somme reali saranno più contenute: perché dagli 1.1 miliardi di euro per il 2019, 1.425 per il 2020 e 1.775 a partire dal 2021, occorre scorporare i fondi destinati a coprire la perequazione, soprattutto a tutela degli stipendi più ridotti, che il governo Gentiloni aveva garantito solo fino a dicembre 2018, e l’indennità di vacanza contrattuale, peraltro allineata per il futuro ma non rivalutata rispetto al blocco decennale, per la quale Anief sta promuovendo un intervento della Consulta.

L’insufficienza delle risorse per i dipendenti pubblici è stata evidenziata in settimana da Marcello Pacifico, segretario confederale Cisal e presidente nazionale Anief, nel corso dell’incontro con i sindacati svolto martedì scorso a Palazzo Vidoni con il Ministro della Funzione Pubblica, on. Giulia Bongiorno: “Ci sono incongruenze nella relazione tecnico-contabile sulla platea dei soggetti che avranno gli aumenti dell’indennità di vacanza contrattuale e i fondi stanziati (300 milioni sul miliardo di copertura) che pongono seri dubbi sulla copertura finanziaria degli aumenti previsti anche per il solo 2019. Rispetto agli aumenti già disposti nel presente contratto prossimo alla scadenza, bisognava invece recuperare il gap venutosi a determinare, a seguito del blocco degli stipendi, rispetto al tasso IPCA certificato: occorre quindi un +7% al netto degli aumenti per il 2016/2018 come base di partenza per aprire le trattative sul rinnovo”, ha sottolineato Pacifico.

È chiaro che occorrono maggiori risorse. A stabilirne la consistenza è stata l’Anief, attraverso gli emendamenti alla Legge di Bilancio, di cui l’associazione sindacale si è fatta promotrice, facendoli pervenire alla Commissione Bilancio della Camera. In particolare, all’articolo 21 sui “Fondi per l’introduzione del reddito e delle pensioni di cittadinanza e per la revisione del sistema pensionistico”, si chiede il riallineamento degli stipendi attraverso l’integrale recupero, in percentuale, del tasso di inflazione reale certificato dall’Istat, superiore al 12%”, con la copertura finanziaria “garantita dalle risorse stanziate dal Fondo per il reddito di cittadinanza”. Inoltre, nell’art. 34 (Rinnovo contrattuale 2019-2021), Anief ha fatto da tramite per predisporre “per il triennio 2016/2018 ulteriori aumenti contrattuali al netto di quelli eventualmente già disposti, per allineare il salario minimo al tasso annuo di inflazione reale”.

Tali operazioni si renderebbero necessarie pure “alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015 sullo sblocco dei contratti” che “ridetermina l’assegno dell’indennità̀ di vacanza contrattuale nella misura del 50% per il triennio 2016/2018”.

Infine, sempre a livello stipendiale, con un emendamento articolato, Anief ha inteso richiedere, in nome della giurisprudenza nazionale e comunitaria, la modifica di tutte le disposizioni normative relative alla ricostruzione di carriera del personale docente e all’avanzamento di carriera del personale Ata, a tempo determinato e indeterminato, supplente breve e saltuario o annuale. Sempre per le stesse motivazioni con un’altra proposta emendativa si è inteso estendere la card docenti anche ai precari come al personale Ata.

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