Stipendio, Anief: beffa per supplenti brevi. Aumenti e arretrati slittano

di redazione
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Comunicato Anief – Mentre continua la battaglia legale per riconoscere la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo in merito agli scatti di anzianità come deciso dalle Sezioni Unite della Cassazione italiana, l’Anief si trova costretta a denunciare l’ennesimo sopruso verso chi opera a tempo determinato: stavolta riguarda quello subìto dai supplenti brevi e saltuari che non riceveranno a fine mese i pochi soldi di aumento ed arretrati decisi nell’ultimo CCNL 2016/2018, sottoscritto definitivamente poco più di un mese fa. 

Non è bastata l’ennesima denuncia di qualche giorno fa del presidente nazionale Marcello Pacifico, che riveste anche il ruolo di segretario confederale Cisal, rispetto al mancato pagamento degli stipendi negli ultimi due mesi da assegnare al personale supplente temporaneo. Lo stesso personale con contratto a tempo determinato oggi risulta ancora umiliato, nonostante le rassicurazioni lette nel portale NoiPA: in data 2 maggio, infatti, nel portale dei pagamenti NoiPA, si evidenziava che “gli arretrati derivanti dagli incrementi previsti dal nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (C.C.N.L.) del comparto Istruzione e Ricerca per il periodo gennaio 2016 a maggio 2018” sarebbero stati corrisposti entro e non oltre la fine del mese di maggio 2018, senza alcuna distinzione tra le tipologie di contratto, peraltro, non supportabile dalla normativa.

Successivamente, il 15 maggio, si precisava che a partire dal 17 maggio sarebbe stato possibile visualizzare il cedolino della *rata ordinaria* del mese di maggio 2018. Fatto sta che i pochi soldi assegnati dal CCNL 2016/2018 ai colleghi di ruolo o supplenti annuali o al termine delle attività didattiche, sono invece negati ai supplenti brevi e saltuari: nel cedolino NoiPA di maggio, non risultano caricati e senza alcuna motivazione

“Ora, perché gli unici a non essere pagati nei tempi previsti devono essere i supplenti brevi e saltuari?”, si chiede Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “Chi gestisce l’amministrazione pubblica continua ad operare come se debbano esistere dei precari di serie A e di serie B. Tutto questo è intollerabile e per tale motivavo come Anief abbiamo messo a disposizione un modello di diffida e di messa in mora, da inviare per PEC alla Ragioneria provinciale dello Stato. Se entro il mese di giugno non arriveranno stipendi, arretrati e aumenti – conclude il sindacalista autonomo – apriremo su richiesta una specifica vertenza legale con il recupero di tutti gli interessi maturati”.

27 maggio 2018

Ufficio Stampa Anief

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