Stipendio, altro che aumenti a tre cifre: dalla legge di bilancio solo 83 euro lordi al mese

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La legge di bilancio è stata definitivamente approvata e già pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Ma le risorse sono insufficienti, specie per il rinnovo contrattuale dei lavoratori della scuola, che non avranno aumenti di stipendio adeguati. Nonostante il taglio del cuneo fiscale che andrà a sommarsi al piccolo aumento.

Per i rinnovi contrattuali che riguardano il triennio 2019-2021 dei settori della pubblica amministrazione sono stanziati 400 mln di euro che si aggiungono ai 3.335 mln già disposti con le leggi di bilancio del 2019 e 2020 per un totale complessivo di 3.775 mln di euro.

Tali cifre per rinnovare i contratti pubblici, però, a detta dei sindacati, sono insoddisfacenti.

Legge di bilancio pubblicata in Gazzetta Ufficiale: cosa cambia per la scuola

Come spiega la Flc Cgil, infatti, le risorse stanziate sono comprensive oltre che dell’indennità di vacanza contrattuale erogata ai lavoratori pubblici che verrà riassorbita al momento dei rinnovi contrattuali, anche delle risorse necessarie a confermare l’elemento perequativo introdotto in occasione dei rinnovi contrattuali relativi al triennio 2016-2018, e delle risorse destinate ai trattamenti economici accessori del personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Pertanto, partiamo col dire che le risorse effettivamente disponibili per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego ammontano a poco più di 3,2 mld.

 

Gli aumenti per la scuola

Per quanto riguarda il comparto scuola, in questo caso la cifra messa a disposizione per il rinnovo contrattuale comporta un aumento degli stipendi in percentuale di circa il 3,5%, ovvero di 83 euro medi mensili lordi (ancora meno considerando l’IVC già in godimento che verrebbe riassorbita).

Bisogna certamente considerare che alla fine molti insegnanti porterebbero a casa in più altri 100 euro (ma solo fino a 28mila euro di redditi) derivanti dal taglio all’Irpef che viene rifinanziato dalla stessa legge di bilancio.

A proposito di taglio del cuneo fiscale: in corso di approvazione della manovra si era verificato un errore sulla cifra destinata alla stabilizzazione di 100 euro il taglio del cuneo: le risorse che la legge di bilancio indirizzava all’aumento erano la metà di quelle necessarie. Per fortuna, con un decreto legge approvato in Consiglio dei ministri, il Governo ha corretto, nella serata di mercoledì 30 dicembre.

L’ultimo rapporto Ocse – Education at a glance 2020 fotografa, ancora una volta, come gli stipendi dei docenti italiani continuano a rimanere di molto inferiori tanto alla media stipendiale dei docenti dei paesi dell’Unione europea che dei docenti dei paesi OCSE (ricordiamo che l’OCSE è un’organizzazione che raccoglie 37 paesi in tutto il mondo).

Stipendi docenti italiani tra i più bassi d’Europa: i dati

A proposito di stipendi, il premier Conte, nel corso della conferenza stampa di fine anno ha detto: Per gli insegnanti gli stipendi non sono elevati, dovremo fare  qualcosa di più”, partendo da un’ammissione: “Il mio stipendio da professore universitario era molto più modesto rispetto ad altri Paesi”.

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