Stipendi PA, Dadone: “Mancano le risorse per gli aumenti”. I sindacati: “Inaccettabile”. Il piatto piange anche per la scuola

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Non ci sono molte risorse per gli stipendi dei lavoratori pubblici e i sindacati attaccano Dadone. Ma a piangere anche i lavoratori della scuola.

Sono ore di fuoco per la Ministra della Pubblica amministrazione Fabiana Dadone: proprio nel giorno dello sciopero indetto da Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa allo slogan “Rinnoviamo la Pa”, la Ministra ribadisce “la difficoltà, sotto gli occhi di tutti, di riuscire a reperire un incremento delle risorse“, per il rinnovo dei contratti della Pa. Al momento la legge di bilancio stanzia 400 milioni, pochi secondo le organizzazioni sindacali.

“Non ci sono i soldi per i rinnovi? Parole inaccettabili”

Quello che possiamo fare allo stato attuale per andare incontro a chi guadagna di meno è dire che, all’interno dei 400 milioni stanziati, che si aggiungono ai 3,2 miliardi della precedente manovra, i 270 milioni dell’indice perequativo vengano destinati a chi guadagna di meno“, spiega Dadone. Parole che vengono ritenute “inaccettabili” dalle stesse sigle, secondo cui “è già così per effetto delle scelte che i sindacati hanno fatto nella tornata precedente, introducendo l’elemento perequativo. Lei non se ne era minimamente preoccupata e se non avessimo proclamato lo sciopero anche quelle risorse sarebbero state sottratte dalle buste paga attuali di tutti i dipendenti pubblici”.

Ed infatti per questo motivo è arrivata la convocazione per gli stessi sindacati, considerata però “tardiva” e che per il momento non ha avvicinato le posizioni.

Le sigle sindacali sono infatti critiche anche rispetto alla convocazione del tavolo di confronto: “La responsabilità dello sciopero è di chi non ha trovato tempo dal 20 ottobre, giorno della proclamazione dello stato di agitazione, per incontrare i sindacati. Convocarci per il 10 dicembre, quando c’erano molti giorni per avviare il confronto prima, è stata una sua scelta“, tuonano i sindacati che aggiungono: “a noi appare evidente che il messaggio che sta dando è chiaro: su stabilizzazioni dei precari, piano straordinario di assunzioni, sicurezza dei lavoratori e riforma innovativa del sistema di contrattazione, il Governo sta dicendo no alle richieste dei lavoratori“.

Per la scuola retribuzioni più basse

Anche la scuola, ovviamente, guarda con attenzione gli sviluppi del rinnovo contratti pubblici: addirittura per i lavoratori della scuola, in base allo stanziamento di 400 milioni, gli importi potrebbero essere ancora inferiori, perché il criterio che viene applicato per la distribuzione degli aumenti consiste nell’applicare una percentuale identica a prescindere dall’importo di partenza delle retribuzioni.

Come sappiamo, gli stipendi, nel mondo della scuola, sono tra i più bassi del pubblico impiego e pertanto è lecito attendersi una cifra ancora più bassa.

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