Stipendi PA, Anief: nei prossimi anni ancora aumenti miseria

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Comunicato ANIEF – L’indennità di vacanza contrattuale, sparita dal cedolino a partire da giugno 2018 perché inglobata nello stipendio tabellare, tornerà ad essere prevista poiché il contratto 2016/18 scadrà alla fine di dicembre 2018.

La somma, insieme all’elemento perequativo, dovrà poi essere riassorbita quando si procederà a stipulare il nuovo contratto. Ma si tratta di cifre vergognosamente basse. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Come si può pensare di coprire il costo della vita con meno di 10 euro al mese? È una domanda che giriamo ai nostri governanti. Per questo motivo Anief continua ad invitare i lavoratori a ricorrere per il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale per il periodo 2015-2018, in modo da recuperare almeno il 50% del tasso IPCA non aggiornato nell’ultimo triennio.

Per i dipendenti pubblici tornano gli aumenti miseria: da un’analisi approfondita del testo della Legge di Bilancio, ora all’esame della Camera, è infatti previsto il ritorno dell’indennità di vacanza contrattuale, la quale porterà però appena 8 euro al mese a lavoratore. La quota, sparita dal cedolino a partire da giugno 2018 perché inglobata nello stipendio tabellare, tornerà ad essere prevista poiché il contratto 2016/18 scadrà alla fine del prossimo mese di dicembre.

Ma in cosa consiste l’indennità di vacanza contrattuale? “La legge – ricorda Il Messaggero – prevede come parametro di riferimento la stima di inflazione misurata dall’indice armonizzato europeo (Ipca), al netto dei beni energetici importati: per il 2019 l’Istat ha previsto un incremento dell’1,4 per cento. Dopo tre mesi di vacanza del contratto ne viene riconosciuto il 30 per cento (quindi 0,42%) e dopo sei il 50 (ovvero 0,7%). Non però sull’intera retribuzione ma sulle sole voci stipendiali, che la relazione tecnica quantifica in media per il settore statale in 25.184 euro l’anno: applicando le percentuali a questa somma si arriva agli aumenti medi già indicati. Aumenti che sono comunque provvisori e destinati ad essere riassorbiti in quelli contrattuali veri e propri, quando tutti i passaggi saranno stati definiti”.

Sulla base di tali esigenze, l’attuale governo, ricorda oggi Orizzonte Scuola, “con la manovra ha reso disponibili 1,1 miliardi sul prossimo anno, destinati a diventare 1,4 nel 2020 e poi 1,8 nel 2021”. Ora, applicando le percentuali di introduzione dell’indennità a tali somme, “si arriva ad un aumento di 8 euro a partire dal 1° aprile 2018, che può arrivare a 13 – 14 da luglio 2019 (sempre che nel frattempo non si giunga alla firma di un nuovo contratto)”.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, “premesso che si continua a parlare di stipendi dei docenti da allineare all’Europa senza un minimo di adeguati finanziamenti, anche la copertura dell’indennità di vacanza contrattuale rimane decisamente sottodimensionata. Come si può pensare di coprire il costo della vita con meno di 10 euro al mese? È una domanda che giriamo ai nostri governanti”.

“Comunque sia-  conclude il sindacalista autonomo – diventa importante che le economie annunciatein questi giorni dal vicepremier Luigi Di Maio, che attraverso il taglio delle detrazioni e degli sgravi fiscali ai petrolieri vorrebbe incentivare nei prossimi due mesi gli investimenti pubblici per la scuola, l’università e la ricerca, vengano assegnate con priorità agli aumenti stipendiali di chi si spende professionalmente ogni giorno per la formazione dei nostri giovani”.

In particolare, Anief ribadisce la volontà di presentare ricorso per il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2015-2018, in modo da far recuperare a docenti e Ata almeno il 50% del tasso IPCA non aggiornato dal settembre 2015. Oltre che rivendicare migliaia di euro per i mancati arretrati, vista l’irrisorietà di quelli corrisposti la scorsa primavera. Tutti i lavoratori della PA interessati al ricorso contro gli aumenti stipendiali miserevoli possono ancora chiedere il modello di diffida al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected]

Versione stampabile
Argomenti:
anief
soloformazione