Stipendi, ingiustizia è fatta: 125 euro di bonus-aumento a colf e badanti, 30 a docenti e Ata. Anief non ci sta: dov’è il merito?

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La Legge di Bilancio 2023 porterà aumenti di stipendio a colf e badanti. Dal 1° gennaio prossimo si prevedono fino a 125 euro al mese considerando anche le ferie, la tredicesima e il Trattamento di fine rapporto e in base all’adeguamento delle retribuzioni dei lavoratori domestici fino al 9% in più: “è questo l’effetto che l’inflazione del 2022 avrà sulle retribuzioni dei lavoratori domestici nel prossimo anno.

Conti alla mano, colf e badanti ottenere stipendi “più ricchi” di 2.000 euro all’anno se assunti dalle famiglie a tempo pieno e per tutto l’anno”, scrive la stampa specializzata.

Anief contesta questo modo di procedere del Governo, che non sembra proprio premiare il merito come è stato detto dal primo giorno del suo insediamento. “Perché a colf e badanti viene assegnato un bonus, che porterà da gennaio 2023 aumenti mensili di 125 euro, pari al 9%, mentre agli statali si concedono appena 30 euro di aumento, pari ad un misero 1,5%?”, si chiede Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato autonomo.

“Non lo riteniamo tollerabile e giusto – continua il sindacalista -, ricordo che ai dipendenti pubblici, a partire da quelli che lavorano nell’Istruzione, perché hanno gli stipendi più bassi della PA e dimezzati rispetto ad altri Paesi UE, servono assolutamente 150 euro: si tratta non di una concessione, ma dell’adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale. Invece, l’assegno una tantum pensato dal Governo è ben cinque volte inferiore. Bando ai proclami: si devono trovare altri 5 miliardi, il prima possibile, per non violare il patto sociale, anche quello recente con il ministro Valditara, con l’abolizione della scala mobile”, conclude Pacifico.

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