Stipendi, Giannelli chiarisce: “I presidi non navigano nell’oro, non bisogna alimentare odio sociale”

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Il presidente dell’ANP, Antonello Giannelli, interviene nel dibattito riguardante lo stipendio dei presidi in contrapposizione a quello dei docenti.

“Al pari delle influenze stagionali, torna di questi tempi il periodico tormentone del divario tra lo stipendio dei dirigenti delle scuole e quello dei docenti. Questa volta è il Rapporto Eurydice 2021 Teachers’ and School Heads’ Salaries and Allowances in Europe – 2019/20 a proporre elementi di riflessione che conducono, con taglio semplicistico, alla medesima conclusione: il docente italiano ha una retribuzione mortificante mentre il dirigente scolastico naviga nell’oro”.

Continua Giannelli: “Per evitare inutili guerre sante e per non alimentare l’odio sociale è necessario ragionare per fare chiarezza. In Italia i dirigenti delle scuole sono molto meno retribuiti degli altri dirigenti pubblici, pur avendo maggiori responsabilità ed essendo preposti a organizzazioni complesse come le scuole. Il loro stipendio, al lordo della tassazione, è il doppio di quello dei docenti che, però, è ai minimi della scala salariale europea”.

E chiarisce: “Trovo pretestuose e infondate le polemiche di chi confronta lo stipendio dei docenti con quello dei dirigenti scolastici: i confronti devono essere fatti a parità di mansioni e, soprattutto, di responsabilità. È evidente come i docenti abbiano il sacrosanto diritto di ottenere incrementi sostanziali che riconoscano la loro professionalità. Lo stesso, peraltro, deve dirsi anche del personale ATA”.

Conclude il Presidente dell’ANP: “La scuola tutta  ha saputo reagire all’emergenza pandemica con prontezza e impegno e la sua funzione centrale nello sviluppo del Paese è affermata all’interno delle previsioni del PNRR. È ora che i suoi lavoratori vedano concretamente valorizzato il loro ruolo, anche in termini di riconoscimento economico e sociale.  L’ANP respinge quindi con forza qualsiasi indegno tentativo di seminare odio e invidia sociale all’interno delle scuole”

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