Stipendi fermi, prezzi in ascesa: docenti e personale Ata sempre più poveri, Anief chiede altri 200 euro di aumento

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Anief – “I prezzi e il costo della vita aumentano, mentre il personale della scuola può contare su un contratto ormai scaduto da più di tre anni: c’è bisogno di adeguare subito gli stipendi all’inflazione e anche di procedere con gli aumenti dei compensi del personale che non si vede assegnare incrementi da diversi anni”.

A ricordarlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, che per far sì che gli aumenti di stipendio riescano a recuperare l’inflazione e diano dignità al personale, ha chiesto di inviare l’atto di indirizzo al ministero della Funzione pubblica al fine di rinnovare il contratto.

Intervistato dall’agenzia Teleborsa, il sindacalista ha detto che occorre livellare gli stipendi all’inflazione e che sulla base dell’ultimo incontro tenuto all’Aran per il rinnovo contrattuale sarebbero “previsti almeno 107 euro di amento più 2.000 euro di arretrati: rappresentano il minimo che il personale dovrebbe avere subito. Ma tutto questo non basta, abbiamo chiesto al Governo risorse aggiuntive per finanziare anche delle specifiche indennità, che vanno a ristorare il lavoro svolto da più di un milione tra insegnanti, amministrativi ed educatori della scuola italiana”, ha concluso il sindacalista.

Anief chiede quindi di recuperare i 7 punti d’inflazione che comunque rimarrebbero in vita anche con l’aumento del 4.02% del prossimo rinnovo contrattuale che attualmente è appena sopra i 100 euro medi a lavoratore: servirebbero, quindi, altri 200 euro. Come servirebbe le indennità di sede, incarico e rischio biologico, ma anche il recupero del 2013 ai fini della carriera, quindi per aumenti contrattuali, pensioni e progressioni di carriera. Il sindacato, infine, si batterà per reintrodurre il primo gradino stipendiale sottratto ai neo-assunti e uno ‘scatto’ dopo 35 anni di carriera, a meno che non si crei una finestra per il pensionamento anticipato a 63 anni senza penalizzazione.

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