Stipendi e orario lavoro docenti come quelli europei. DDL di Forza Italia

di redazione
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“Cogliamo con favore l’interesse del vicepremier Di Maio che afferma la necessità di equiparare gli stipendi dei docenti italiani a quelli dei colleghi europei.

Affermazioni che arrivano proprio a seguito del deposito della proposta di legge, di cui sono prima firmataria, per l’istituzione del tavolo tecnico per l’adeguamento del trattamento economico dei docenti di ogni ordine e grado. Auspichiamo, dunque, alla luce delle sue affermazioni, che la proposta di legge venga al più presto calendarizzata”.

A parlare è la deputata di Forza Italia Simona Vietina che, nei giorni scorsi, ha depositato la proposta di legge sottoscritta anche dagli onorevoli D’Attis, Bignami, Ruffino, Russo, Pettarin, Battilocchio, Bagnasco, Mulè, Fiorini e Spena.

“La proposta di legge intende istituire un tavolo tecnico con l’obiettivo di individuare misure volte ad adeguare l’orario di lavoro settimanale frontale alla media dell’orario di lavoro europeo, proporre misure per il superamento della differenza nel trattamento economico tra docenti italiani ed europei nella retribuzione di base e di fine carriera, stabilire adeguati limiti minimi per gli stipendi che consentano di assicurare un tenore di vita in linea con quello medio europeo, individuare misure strutturali di adeguamento stipendiale nel corso della carriera tenuto conto della media europea dell’adeguamento stesso”.

“Il divario è evidente, come ha sottolineato in diverse occasioni anche l’Anief – prosegue Vietina -. Alla primaria gli insegnanti italiani percepiscono un compenso annuo di circa 22.903 euro a fronte degli oltre 32mila degli insegnanti olandesi oppure degli oltre 38mila dei colleghi tedeschi. Se si guarda ai docenti delle scuole medie e superiori, il divario è ancora più grande. Mentre gli insegnanti della secondaria di secondo grado con 35 anni e oltre di anzianità di servizio debbono accontentarsi di circa 38mila euro lordi, quelli che operano in Olanda sfiorano i 61mila e i tedeschi i 64mila”.

“Vanno assolutamente individuate soluzioni per porre fine a quella che è una vera e propria ingiustizia sociale, una situazione che non valorizza i nostri docenti che hanno il fondamentale compito di formare le menti del domani”, conclude Vietina.

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