Stipendi docenti, Valditara apre al bonus caro-vita: ecco dove potrebbe arrivare il contratto integrativo

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Ancora polemiche attorno alla vicenda riguardante gli stipendi differenziati per gli insegnanti in base al caro-vita. La vicenda si è riaccesa dopo la lettera del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara a Il Messaggero.

Valditara: “Il contratto nazionale non verrà toccato”

La lettera del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, al Messaggero ribadisce la sua proposta di un contratto integrativo per i docenti, in modo da valutare in quali città potrebbe essere più conveniente per loro. Questa proposta potrebbe infatti dipingere un contratto a due velocità tra Nord e Sud.

Il ministro ha affermato che il contratto nazionale non verrà toccato e che non ha sentito alcuna regione che voglia metterlo in discussione. Invece, le regioni stanno chiedendo una maggiore equità laddove il costo della vita è più elevato. Il ministro sottolinea che il costo della vita è più alto sia a Milano che a Roma e che questo porta a molte richieste di trasferimento e a problemi di continuità didattica. La vera sfida, secondo il ministro, è garantire che un lavoratore con un costo della vita più elevato non abbia uno stipendio più basso. Questa è una questione di equità che può essere affrontata attraverso la contrattazione integrativa prevista nei contratti nazionali.

Le parole di Valditara seguono quelle di Antonio Naddeo, presidente di Aran che considera la contrattazione integrativa una possibile soluzione. Attualmente nella scuola esistono 4 livelli di contrattazione: uno a livello nazionale, uno integrativo fra Ministero e sindacati, uno regionale tra la direzione scolastica e i sindacati e infine un livello scolastico per ogni singola scuola. Il contratto integrativo regionale regola l’utilizzo di fondi provenienti da diverse fonti per progetti che possono riguardare anche gli insegnanti e sono solitamente destinati ad attività extra. Questo costituisce una caratteristica della scuola.

Bonus caro-vita, ma dove?

Dove potrebbe arrivare l’eventuale bonus caro-vita? L’ultima indagine del Codacons, segnala Il Messaggero, sui costi della vita nelle città italiane mostra che Milano è la città più costosa, mentre Napoli è la più conveniente per quanto riguarda le spese alimentari. Pescara invece, è la più conveniente per le tariffe dei servizi. Roma si colloca come l’ottava città più cara per i beni alimentari, ma la quinta per servizi e beni.

Secondo l’indagine del Codacons, c’è una variazione nei prezzi di beni e servizi: dal dentista al parrucchiere, passando per il settore dell’ortofrutta fino a quello della ristorazione. Nel settore alimentare, mangiare a Milano costa il 47% in più rispetto a Napoli. Tuttavia, Napoli ha la tariffa dei rifiuti più alta in Italia. Invece, Trento ha il caffè più caro, mentre Bari è la città dove costa di più tagliare i capelli. Il costo di una visita privata dal ginecologo è inferiore al Sud rispetto al Nord Italia.

In generale le città del sud sono più economiche del Nord. Tuttavia, gli aumenti delle bollette di luce e gas stanno causando aumenti dei prezzi al dettaglio.

Turano: “Docenti siciliani al Nord non arrivano a fine mese”

Da registrare le prime prese di posizione sull’argomento. Ad esempio l’assessore all’Istruzione e alla Formazione Professionale della Regione Siciliana, Mimmo Turano, commentando le dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione riguardo ai contratti integrativi per i docenti che vivono in città con un costo della vita elevato, ha dichiarato che “non è un segreto che i docenti siciliani che lavorano al Nord faticano a sbarcare il lunario e il Ministro Valditara ha fatto bene a sottolineare questo problema”.

Turano ha aggiunto che “ha ascoltato molte storie di insegnanti siciliani che lavorano al Nord e che, tra affitti e altre spese, faticano a raggiungere la fine del mese, figuriamoci a tornare a casa per le feste”. Ha poi sottolineato che “dovremmo fare uno sforzo in più per compensare queste disuguaglianze attraverso indennità più alte, invece di considerare il surplus come semplice differenza stipendiale”.

L’assessore Turano ha concluso che “le disuguaglianze esistono, ma dobbiamo affrontarle con buon senso e guardando alla realtà. Al Sud non possiamo permetterci una parità solo superficiale o peggio, lavorare gratuitamente”.

Amato: “Contratti integrativi danneggiano il Sud”

Il deputato M5S Gaetano Amato afferma che il ministro Valditara sta ribadendo che il contratto nazionale degli insegnanti non cambierà, ma allo stesso tempo propone l’adozione di contratti integrativi in zone dove la vita costa di più. Questo porterebbe a una modifica stipendiale rispetto al contratto nazionale e quindi a un adattamento in base alla zona d’insegnamento. Questa proposta non tiene conto delle differenze interne tra le regioni e avvantaggerà esclusivamente le regioni del Nord, causando una fuga verso il Nord da parte degli insegnanti del Sud che cercano guadagni più elevati.

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