Stipendi docenti uguali per tutti gli ordini di scuola. Lo chiede Turi (Uil Scuola)

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Il segretario generale della Uil Scuola Pino Turi, in una nota in cui si evidenziano le principali priorità che riguardano il prossimo rinnovo contrattuale, mette in luce tutti gli aspetti negativi e le strade da intraprendere per risolverle.

Non esiste alcuna motivazione per la quale si applicano ai docenti stipendi diversi in funzione dei diversi ordini di scuola – osserva Pino Turi. Va introdotto, nella scuola della post pandemia, uno spirito nuovo che riequilibri i trattamenti in essere, puntando anche ad unificare i trattamenti economici tra i diversi gradi di scuola“, dice il sindacalista.

Se da un lato si apre una piccola speranza per un rinnovo contrattuale con stipendi aumentati a tre cifre, in base alle ultime indiscrezioni sulla manovra, dall’altro i temi su cui intervenire non sono solo legati alla retribuzione: “È inoltre necessario che il rinnovo del contratto stabilisca una parità giuridica ed economica tra il personale con contratto a tempo determinato e indeterminato – sottolinea il segretario generale Uil scuola. Si tratta di squilibri strutturali a cui va posto rimedio con le risorse straordinarie del PNRR che devono servire per questo“.

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Poi c’è la questione del diritto alla disconnessione. Secondo Pino Turi “non è sufficiente che la persona non legga le comunicazioni inviate fuori orario. Sono le scuole e l’amministrazione che non devono inviarle, limitandosi agli orari rispondenti alle esigenze di servizio“.

Vanno messi a sistema – osserva Turi guardando alle linee Guida approvate dall’esecutivo nazionale Uil Scuola – gli investimenti per tutto il personale: dirigente, docente, educativo e ATA. Il punto di partenza è quello della comunità educante, fissata nell’ultimo contratto“.

Il sindacalista poi insiste sulla funzione didattica: “Il ruolo dei docenti, in questi ultimi anni, è stato reso marginale in favore di un sistema burocratico, gerarchico e di tipo impiegatizio“.

E ancora: “Non si può pensare di fare carriera cambiando mestiere. Gli insegnanti bravi sono indispensabili in classe. Sono bravi perché sono professionisti appassionati del loro lavoro. E’ sbagliato cambiare il loro profilo professionale in versione gestionale- amministrativa. Significa snaturare e non riconoscere il loro lavoro“.

Bisogna capire che la libertà di insegnamento e la qualità della didattica – conclude Turi – non riguardano solo i docenti, ma tutte le figure – studenti, genitori, dirigenti, personale Ata – che contribuiscono a rendere la scuola italiana l’istituzione voluta dalla Costituzione. Intorno a questo principio vanno realizzate le politiche contrattuali del personale tutto”.

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