Stipendi docenti, Letta insiste: “Pagare gli insegnanti come negli altri Paesi europei. Progressioni di carriera finiscono in modo imbarazzante”

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Enrico Letta insiste: uno dei capisaldi della campagna elettorale del partito democratico sembra essere quello della scuola, con l’aumento dello stipendio degli insegnanti da perseguire ad ogni costo. Entro 5 anni di legislatura.

Nel corso del suo intervento a Rtl 102.5, il segretario del Pd ha detto, a proposito dell’accoglienza negativa alle sue proposte sulla scuola enunciate il giorno prima al meeting di Rimini: “Sono rimasto colpito dal fatto che la platea non abbia apprezzato la proposta che ho fatto e che rilancio da qui: la proposta che l’Italia cambi il suo sistema di obbligo scolastico e lo estenda. Dobbiamo avere un obbligo scolastico che dia più copertura, come capita in tutti gli altri Paesi Europei“.

Secondo Letta, “il problema educativo dell’Italia vuol dire estendere l’obbligo scolastico e pagare gli insegnanti come la media degli altri Paesi europei“.

Su questo, il leader dem spiega: “Il nostro programma vuole in cinque anni poter pagare gli insegnanti come capita nella media degli altri Paesi europei, non come oggi in cui vengono assunti e le progressioni di carriera sono bassissime e finiscono in un modo imbarazzante”.

Sarà il prossimo Governo ad occuparsi del rinnovo del contratto già scaduto da 3 anni. Trattativa avviata già all’ARAN ma non ancora chiusa.

La Legge di Bilancio che l’esecutivo dovrà varare sarà almeno di 25 miliardi e dovrà contenere anche i costi per il rinnovo del contratto per il personale scolastico.

Sulla questione economica, si parte dal famoso aumento a tre cifre, che non c’è. Si arriverà a poco meno di 50 euro netti in base alle ultime cifre. Per quanto riguarda il personale docente, si prevede un aumento medio di 123 euro (lordi) al mese, per 13 mensilità, anche se bisogna considerare che di questi, 21 euro provengono dal MOF per contrattazione integrativa e quindi non per tutti gli insegnanti. Per quanto riguarda il personale ATA, si parla di un aumento di 75 euro + 9,79 per ordinamento professionale + 3,91 nel MOF per contrattazione integrativa, per un totale circa di 90 euro.

Secondo i sindacati a poco servirebbero le cifre stanziate dalle altre attività. Le organizzazioni sindacali puntavano ad un adeguamento economico a tre cifre: fino a 300 euro lordi. Siamo dunque ben lontani da quelle prospettive. Non sarà, però, il governo Draghi ad occuparsene. Sarà il nuovo esecutivo a farlo.

Ma il piano di Letta e del partito democratico, guarda oltre questo contratto rimasto comunque scaduto e in attesa di rinnovo.

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