Stipendi docenti italiani tra i più bassi d’Europa: i dati

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Gli stipendi dei docenti italiani restano fra i più bassi d’Europa: lo si evince dal rapporto Ocse – Education at a glance 2020

Arriva una conferma, purtroppo, per quanto riguarda gli stipendi degli insegnanti: sono tra i più bassi d’Europa.

Lo si evince dal rapporto Ocse – Education at a glance 2020 da cui risulta come gli stipendi dei docenti italiani continuano a rimanere di molto inferiori tanto alla media stipendiale dei docenti dei paesi dell’Unione europea che dei docenti dei paesi OCSE (ricordiamo che l’OCSE è un’organizzazione che raccoglie 37 paesi in tutto il mondo).

Come si evince dall’elaborazione della Flc Cgil, confrontando i dati degli stipendi dei docenti italiani con alcuni principali paesi europei e con le medie stipendiali complessive dei docenti dell’Unione Europea e dell’OCSE (ai fini della comparazione gli stipendi sono espressi in dollari a parità di potere d’acquisto), risulta evidente come la differenza stipendiale tra l’Italia e gli altri Paesi sia significativa per i docenti delle scuole di tutti i gradi, per la scuola primaria, come per la scuola media di primo grado, come per la scuola superiore di secondo grado.

I dati fin qui elaborati si rifanno agli stipendi espressi in dollari. Se invece si fa il confronto in euro, le differenze emergono in modo più palese.

Ad esempio, segnala la Flc Cgil, la differenza tra lo stipendio annuale di un docente italiano della primaria al culmine della carriera rispetto ad un collega spagnolo è di -7.381 euro; -11.188 euro rispetto al collega francese; ed è praticamente la metà rispetto allo stipendio di un docente tedesco (-30.634 euro).

Insomma, l’aumento a tre cifre che aspettano i docenti italiani sembra essere ancora piuttosto lontano: la legge di bilancio in via di discussione parlamentare, prevede aumenti di circa 80 euro lordi, decisamente insufficiente per avvicinarsi ai numeri della media UE.

Un altro grande divario, segnala il rapporto in questione, è rappresentato dalla velocità con cui si sviluppa la carriera dei docenti nei diversi Paesi, ovvero dal numero di anni necessari per raggiungere il massimo della retribuzione.

Secondo tale rilevazione, mentre in Italia occorrono 35 anni per raggiungere il culmine della carriera con la maturazione dell’ultimo scatto stipendiale, in Europa mediamente occorrono 29 anni (6 anni di meno rispetto all’Italia), mentre nei paesi OCSE bastano 26 anni (9 anni meno che in Italia).

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