Stipendi docenti, Gissi (Cisl Scuola): “88 euro non sono sufficienti. Ci vuole aumento a tre cifre”

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Si apre la stagione del rinnovo contrattuale e i sindacati rappresentativi promettono battaglia. Dopo Francesco Sinopoli (Flc Cgil), è la volta di Maddalena Gissi (Cisl Scuola) che su La Repubblica spiega la sua proposta non molto lontano da quella della Cgil.

“È chiaro che gli 88 euro non sono sufficienti. Abbiamo lasciato il governo giallo-verde che ci aveva garantito il rinnovo a tre cifre, impegno assunto anche all’epoca del ministro Fioramonti. Siamo al governo Draghi e le tre cifre non le abbiamo ancora viste. Invece abbiamo bisogno di discuterne. Non solo, vogliamo ottenere l’obiettivo nel successivo contratto del 2022-24 di superare i 300 euro. Siamo persone responsabili e riconosciamo le difficoltà introdotte dal contesto pandemico. Ma questo passaggio va fatto”.

Poi spiega sulla valutazione: “Certo non è il dato dell’apprendimento dell’alunno che può far valutare il docente perché chi insegna in aree a rischio porta in classe prima di tutto le regole, difficilmente valutabili. Insomma non può essere un dato numerico o contenutistico, ma la valutazione deve rientrare all’interno di un sistema nazionale che deve essere rivisto e ridiscusso con tutte le componenti della scuola. Consideriamo molto importante il contributo che l’Invalsi periodicamente fa perché offre alle scuole un’occasione per riprogrammare il progetto educativo. Alla scuola viene richiesto un cambiamento dunque nuove competenze in grado di sostenere le innovazioni previste dalle riforme inserite nel Pnrr”

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