Stipendi docenti, Gavosto: “Adeguare retribuzioni. Serve una carriera per attrarre i laureati migliori” [VIDEO INTERVISTA]

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Nel corso dell’evento di ASviS dedicato allo sviluppo sostenibile, si è parlato anche di scuola ed educazione. Abbiamo intervistato Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli e coordinatore gruppo di lavoro ASviS.

In un’intervento a La Repubblica lei ha scritto, in merito agli stipendi, che la logica di dare poco e chiedere poco vada ribaltata. Come si può fare?

Sicuramente dando molto e chiedendo molto. Dando molto con retribuzioni elevate e di crescita. Però chiedendo anche orari di lavoro degli insegnanti sia adeguato ai livelli europei, che comprendano attività che al momento fanno a casa e contemporaneamente passaggi di carriera che aiutino ad attrarre nel mondo della scuola i laureati migliori e più ambiziosi.

Per lei l’insegnamento è un lavoro di squadra, sbagliato giudicare l’insegnamento sulla base dei risultati Invalsi degli studenti. Quale è la strada da percorrere per l’inserimento della valutazione del lavoro dei docenti?

I risultati Invalsi sono un elemento del giudizio complessivo. E non possono essere l’unico metro per giudicare l’operato degli insegnanti. Anche perché l’insegnamento è un’attività di squadra. La valutazione deve essere veramente a 360°. Ad esempio l’osservazione in classe, quindi concentrarsi la metodologia didattica, come reagiscono con gli studenti, i colleghi e i genitori.

Quali devono essere le caratteristiche del prossimo ministro dell’Istruzione?

Diciamo che il futuro ministro dell’Istruzione ha una strada segnata. Per certi versi per fortuna, considerando il lavoro che si deve fare sul Pnrr. Quindi sostanzialmente l’attuazione della riforma del reclutamento e formazione dei docenti, il tema dell’orientamento, la riforma degli istituti tecnici e professionali, solo abbozzata. Poi ci sono i problemi come il calo demografico e il concetto di dispersione implicita.

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