Stipendi docenti e Ata, ecco quanto sarà il netto con il taglio del cuneo fiscale

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Il recente taglio del cuneo fiscale ha suscitato grande interesse tra i lavoratori italiani. Con un aumento degli stipendi fino a circa 70 euro netti per chi guadagna meno di 35mila euro, il cambiamento promette di avere un impatto positivo sulla busta paga di molti.

La nuova “sforbiciata” al cuneo fiscale, prevista dall’articolo 39 del decreto Lavoro, aumenta la misura dell’esonero dal 2% al 6% o al 7% a seconda del reddito. Da luglio a dicembre 2023, chi guadagna fino a 2.692 euro vedrà una riduzione del 6%, mentre per chi guadagna meno di 1.923 euro sarà del 7%. In pratica, si ripropone lo stesso meccanismo attuale, ovvero l’abbattimento della ritenuta contributiva a carico dei dipendenti.

Secondo i calcoli della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, come si legge su Il Messaggero, il risparmio mensile varierà a seconda dello stipendio lordo. Questo perché le tasse vengono ricalcolate su uno stipendio più alto, causando un leggero aggravio. Il risparmio, quindi, non si riverserà totalmente sull’importo netto. Infatti, una minore uscita di contributi aumenta la base imponibile su cui viene calcolata l’Irpef, portando a una maggiore imposta sul reddito da versare.

In termini netti, chi guadagna 1.000 lordi al mese riceverà 31 in più, mentre chi guadagna 1.550 lordi ne riceverà 45 in più. Con stipendi più elevati, chi guadagna 2.000 lordi vedrà un aumento netto di circa 60, e chi arriva a 2.692 lordi al mese riceverà circa 70 in più.

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