Stipendio docenti e Ata, da luglio scatta nuova riduzione del cuneo fiscale. Chi avrà più soldi in busta paga

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Secondo il Decreto Lavoro, la percentuale di esonero sui contributi previdenziali per invalidità, vecchiaia e superstiti (IVS) a carico del lavoratore è stata aumentata di 4 punti percentuali. Questo cambiamento sarà applicato ai periodi di paga dal 1° luglio 2023 al 31 dicembre 2023 e riguarderà sia i lavoratori pubblici che privati.

Il cuneo fiscale rappresenta la differenza tra il costo totale del lavoro per il datore di lavoro e la retribuzione netta ricevuta dal lavoratore. Questa differenza è costituita dalle imposte sui redditi e dai contributi previdenziali versati sia dal datore di lavoro che dal lavoratore.

L’INPS, con messaggio 1932 del 24 maggio 2023, ha fornito dettagliate indicazioni operative relative all’incremento del taglio del cuneo fiscale, come stabilito dall’articolo 39 del decreto lavoro (decreto Legge 48/23).

L’aumento dell’esonero è condizionato ai limiti della retribuzione imponibile, con due fasce stabilite:

  • L’esonero passa dal 2% al 6%, a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non superi l’importo mensile di 2.692 euro.
  • L’esonero passa dal 3% al 7%, a condizione che la retribuzione imponibile, sempre calcolata su base mensile per tredici mensilità, non superi l’importo mensile di 1.923 euro.

Importante notare che, nonostante l’aumento dell’esonero, la percentuale di computo delle prestazioni pensionistiche rimane invariata. Il costo totale di questa misura temporanea è stimato in 3,5 miliardi di euro, finanziati grazie a un minor deficit previsto per il 2023 rispetto a quanto programmato nella scorsa Legge di Bilancio (legge 197/22).

Esonero contributivo

L’esonero contributivo è stato introdotto per la prima volta con la legge di bilancio 2022 (Legge 234/21, art. 1, comma 121). Inizialmente, la percentuale di esonero era dell’0,8% per i lavoratori dipendenti pubblici e privati, a condizione che la retribuzione imponibile non superasse l’importo mensile di 2.692 euro.

Nel corso del tempo, la percentuale di esonero è stata progressivamente aumentata, raggiungendo il 2% (Decreto Legge 115/22, art. 20) per i periodi di paga dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2022, e il 3% se la retribuzione non superasse l’importo mensile di 1.923 euro, grazie alla legge di bilancio 2023 (Legge 197/22, art. 1, comma 281).

Il messaggio dell’INPS ricorda che l’articolo 39 del decreto legge n. 48/2023 prevede espressamente che l’ampliamento dell’esonero non abbia effetti sul rateo di tredicesima.

Pertanto l’esonero, nel caso di tredicesima mensilità erogata in unica mensilità nel mese di dicembre 2023, troverà applicazione nella misura di 2 punti percentuali, a condizione che la tredicesima mensilità non ecceda l’importo di 2.692 euro; nella misura di 3 punti percentuali, a condizione che la tredicesima mensilità non ecceda l’importo di 1.923 euro.

Nel caso in cui la tredicesima mensilità venga erogata mensilmente, la riduzione contributiva troverà applicazione relativamente al singolo rateo di tredicesima nella misura di 2 punti percentuali, a condizione che il rateo mensile di tredicesima non ecceda l’importo di 224 euro (pari all’importo di 2.692 euro/12); nella misura di 3 punti percentuali, a condizione che il rateo mensile di tredicesima non ecceda l’importo di 160 euro (pari all’importo di 1.923 euro/12).

Conseguentemente ai fini della determinazione dell’esonero contributivo, occorrerà distinguere la retribuzione mensile dai ratei di tredicesima.

MESSAGGIO [PDF]

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