Stipendi docenti e ATA, Anief: servono aumenti di almeno 300 euro netti

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Anief – Gli stipendi del personale docente e Ata della scuola sono così modesti che servirebbero aumenti molti più consistenti dei 150 euro lordi di cui si parla in questi giorni. A dirlo è Marcello Pacifico, dopo l’incontro tra i dirigenti del Ministero dell’Istruzione e i sindacati rappresentati sull’Atto indirizzo da presentare all’Aran in vista del rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del triennio 2019/2021.

“Bisogna intervenire non con aumenti di 200 euro, che riteniamo il minimo indispensabile – ha detto Pacifico all’agenzia Teleborsa ricordando che è questo uno dei motivi che hanno portato allo sciopero del sindacato nel primo giorno delle lezioni -, e con incrementi che portino anche al recupero dei sette punti percentuali del costo della vita che ancora mancano negli stipendi. Stiamo parlando di aumenti di almeno 300 euro netti per colmare questo gap”. Durante l’incontro con l’amministrazione, “abbiamo affrontato col Ministro dei punti specifici, anzitutto il problema di un salario minimo che porti al recupero degli stipendi rispetto al costo della vita. Ricordiamoci che tra il 2009 e il 2015 gli stipendi sono stati bloccati e che un anno, il 2013, ancora oggi non vale nella ricostruzione di carriera”.

Con il blocco perdurante del contratto del comparto Scuola, il gap sui compensi del nostro personale scolastico continua a essere sempre più impietoso. “Gli stipendi – ha ribadito il leader dell’Anief – devono comunque essere collegati a quelli conferiti in Europa, perché non possiamo essere gli ultimi rispetto alla media europea e devono contenere specifiche indennità” a partire “dall’indennità di rischio biologico, perché per insegnare in presenza al tempo del Covid occorre dare un’indennità di rischio al personale della scuola, oltre che al personale sanitario e medico. C’è poi un’indennità di sede, cioè una indennità di trasferta che – ha sottolineato il leader del giovane sindacato – dovrebbe essere pagata a tutti coloro che vengono trasferiti o prendono servizio in un posto diverso dalla propria residenza. Esiste, ancora, una indennità di incarico” non assegnata, “perché se sono un precario non devo poi fare ricorso per andare in Cassazione a farmi riconoscere quella indennità che i Tribunali mi riconoscono poiché ho avuto più di tre anni di contratti a tempo determinato nel sistema nazionale di istruzione”.

Marcello Pacifico è quindi tornato sulla “parità di trattamento giuridica ed economica tra personale precario e personale di ruolo”: serve, ha specificato, “l’abolizione di ogni vincolo alla mobilità, rispetto ai trasferimenti e alle assegnazioni provvisorie, ma anche di soluzioni che portino a passaggi di ruolo per il personale docente e dell’attivazione di passaggi di profilo professionale per il personale ATA”. Il problema stipendi riguardo agli amministrativi, tecnici e ausiliari: Pacifico ritiene che si debba “ripartire dai livelli, perché dopo 50 anni non possono permanere quei livelli retributivi di stipendio. Bisogna poi attivare tutte le figure professionali, i coordinatori dei collaboratori scolastici, degli assistenti tecnico-amministrativi e poi riconoscere il ruolo dei Dsga”.

“In tema di relazioni sindacali – ha continuato il sindacalista – siamo convinti che bisogna ritornare al confronto e, prima ancora, a una relazione sindacale di contrattazione: molte di queste materie che riguardavano le relazioni sindacali si sono ridotte solo a merce informativa o a un confronto che però non è vincolante per il datore di lavoro e siamo quindi più che convinti che il modello delle relazioni sindacali debba di nuovo ritrovare la sua ragione d’essere”.

Anche a questo proposito, Anief ha presentato al tavolo la sua piattaforma sindacale, contenente diverse proposte costruttive. “Nel documento parliamo di tanti temi – ha spiegato Pacifico – anche della conferma in ruolo di chi è stato assunto con riserva per esempio. Ci sono tantissimi elementi che sono la base di questa piattaforma sindacale che Anief porterà avanti nel prossimo quadrimestre. Ne discuteremo nelle assemblee e soprattutto ne discuteremo in Aran, quando si parlerà del primo contratto che dovrà firmare Anief e per questo siamo molto scrupolosi, perché vogliamo cambiare tante cose dei vecchi contratti per avere una scuola più giusta, più equa e più solidale”.

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