Stipendi docenti differenziati, Salvini: “Chi lavora dove la vita costa di più merita di più”. Il PD replica: “Valditara però ha fatto marcia indietro. Qual è la posizione del Governo?”

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Sugli stipendi differenziati per i docenti in base al costo della vita il dibattito non è concluso: nonostante l’intervento del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara a chiarire il pensiero resta la bagarre politica.

“Non è in discussione il contratto nazionale, la vera sfida è capire come fare con il lavoratore che si trova ad avere un costo della vita più alto, in un determinato territorio ovunque si trovi, al nord, al centro, al sud, non vada ad avere uno stipendio che nei fatti è molto più basso”, ha detto il Ministro nel corso del Question time del 1° febbraio.

A tornare sull’argomento è Matteo Salvini, che affianca il numero uno di Viale Trastevere: “Ringrazio Valditara perchè ha detto che il re è nudo. Mi sembra giusto prevedere che un dipendente pubblico che deve vivere a Roma dove la vita costa di più, si meriti qualcosa in più”, dettoli leader del Carroccio al Tempio di Adriano, a Roma.

Poi lancia una stoccata al sindacato: “se la Cgil attacca il ministro Valditara, vuol dire che Valditara sta lavorando bene…”.

Pronta la reazione del partito democratico, che attacca: “Salvini dice sì ai salari differenziati su base regionale nello stesso giorno in cui Valditara alla Camera fa una precipitosa marcia indietro. Ma la posizione del governo quale è? Pensano di governare il Paese così?” Si chiede Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione scuola.

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