Stipendi docenti, D’Aprile (Uil Scuola Rua) a Bruxelles: “In Italia troppo bassi. L’aumento delle retribuzioni sarà uno dei nostri obiettivi principali per il prossimo contratto”

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Un recente studio dell’Università del Sussex evidenzia che lo status sociale degli insegnanti italiani risulta essere il terzo più basso al mondo con un punteggio di 14 su 100, ben al di sotto della media europea di 34.

È un dato drammatico che va assolutamente sovvertito, afferma il Segretario generale Giuseppe D’Aprile nel suo intervento durante il convegno organizzato da Uil Scuola Rua e Irase Nazionale “Il valore del Rispetto nel progetto educativo” presso il Ministero dell’Istruzione della Vallonia a Bruxelles.

“A dieci giorni dalle elezioni, abbiamo scelto Bruxelles con l’obiettivo di richiamare l’attenzione del nuovo Parlamento Europeo sul tema del “rispetto nel progetto educativo,” argomento centrale del nostro Congresso nazionale del 2022.

Con la fine della campagna elettorale, è ora di passare dalle parole ai fatti – rilancia il Segretario – Il tema del rispetto, soprattutto nell’ambito educativo, richiede interventi concreti e immediati. La società deve recuperare il rispetto come valore fondamentale, e per farlo è necessaria la collaborazione e l’azione convinta delle famiglie, della collettività e delle istituzioni.

In Italia – osserva D’Aprile – c’è un’idea distorta di chi lavora nelle nostre scuole. Una percezione così sfasata può avere ragioni culturali, ideologiche, ma non ha nulla a che vedere con la realtà dei fatti e il nostro compito deve essere quello di raccontare a tutti, soprattutto a coloro che non frequentano le nostre scuole da tempo, quello che accade realmente.

Sul fronte economico, il Segretario generale sottolinea: “Il rispetto e il riconoscimento sociale, passano inevitabilmente per l’aumento degli stipendi. L’innalzamento delle retribuzioni rappresenterà uno dei nostri obiettivi principali per il prossimo contratto. Nel nostro Paese, il personale scolastico vede aumentare costantemente le proprie incombenze senza il giusto riconoscimento economico.

La scuola deve uscire dal patto di stabilità, dunque fuori dai vincoli di bilancio, ed essere considerata non come fonte di risparmio bensì di investimento senza il quale si pregiudicano inevitabilmente le sorti delle nuove generazioni e, quindi, del paese”.

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