Stipendi docenti, aumento a tre cifre? Bianchi passa la “palla” al Parlamento. Anief ricorda il Patto a Palazzo Chigi di maggio: ripartiamo da quello

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Anief – Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha parlato ieri sera a Rai 3 di aumenti stipendiali dei docenti dichiarando che “sul bilancio corrente” si sta “facendo un ragionamento e sarà il Parlamento a dire la sua”. Sulla effettiva possibilità di centrare un rinnovo del contratto dignitoso, quindi, non basta il sì del ministero dell’Istruzione ma dipende tutto dalla volontà politica: se nella Legge di Bilancio non arriveranno ulteriori risorse, considerando anche le coperture per la perequazione e l’indennità di vacanza contrattuale, sembra che si proceda verso un rinnovo non molto superiore agli 85 euro lordi di tre anni fa.

“Se così fosse – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si tratterebbe di una linea politica in perfetta sintonia con quanto accaduto negli ultimi due decenni, durante i quali gli aumenti stipendiali dei dipendenti privati sono saliti del 20-30%, mentre quelli dei lavoratori pubblici sono sprofondati del 20% e scesi pure sotto il livello dell’inflazione. Ci ritroviamo oggi che un professionista, ad esempio un ingegnere, percepisce un compenso mensile fino a dieci volte superiore di un insegnante. E poi ci lamentiamo perché alle superiori non si trovano docenti per coprire le cattedre di discipline scientifiche: ma perché un ingegnere dovrebbe guadagnare 1.400 euro al mese per otto anni, mentre il collega con lo stesso titolo e le medesime competenze ne prende almeno 4.000? La verità è che per dare una svolta a tutto questo servono molte risorse aggiuntive nella Legge di Bilancio andando prima di tutto a coprire il reddito minimo all’inflazione. Dalle nostre stime servono incrementi di almeno 300 euro netti a dipendente”.

Le dichiarazioni sul rinnovo del contratto della scuola rilasciate del ministro Patrizio Bianchi sembrano più un messaggio alle Camere e al Mef che al personale docente e Ata: “Il Ministero sta facendo di tutto”, scrive oggi Orizzonte Scuola, “non sarà facile, però. Molto dipenderà dalle cifre stanziate in Legge di Bilancio. Ci sono a disposizione 3,7 miliardi che dovrebbero garantire un incremento lordo di 107 euro.

Con gli stanziamenti della manovra, però, occorre detrarre i fondi per pagare l’indennità di vacanza contrattuale (circa 500 milioni), dunque si arriva ai famosi 87-90 euro lordi che sembrano essere la base minima per la trattativa (è inclusa nella cifra che l’elemento perequativo di 11,50 euro). Secondo le prime stime governative, il governo Draghi potrebbe spingersi oltre, andando al famoso aumento a tre cifre, dunque i 104 euro auspicati da Viale Trastevere. Decisivo sarebbero il fondo per la valorizzazione della professione docente utile a premiare in sede di contrattazione i docenti che oggi svolgono funzione pagate davvero poco. Attenzione anche alla riforma dell’Irpef e il taglio del cuneo fiscale che può portare ad un incremento per tutti fino a 100 euro.

Secondo il leader dell’Anief, Marcello Pacifico, “servono risorse aggiuntive importanti: i tempi sono più che maturi per colmare il gap stratosferico che c’è tra un docente medio italiano, che a fine carriere al massimo arriva a 45mila euro lordi, e un collega del Lussemburgo o tedesco, dove percepiscono più del doppio, con rispettivamente 110mila euro e 80mila euro. Lo scorso maggio avevamo stipulato un Patto a Palazzo Chigi, anche per valorizzare il personale: si riparta da quello, altrimenti ci ritroviamo sempre a volere cambiare tutto per poi lasciare tutto come prima”, ha concluso il sindacalista autonomo.

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