Stipendi Dirigenti scolastici, taglio fino a 12 milioni: ecco le ipotesi delle fasce di complessità. Modifiche potrebbero slittare al prossimo anno

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Continua l’acceso dibattito in relazione alla definizione dei criteri delle fasce di complessità delle istituzioni scolastiche e per la definizione del FUN 2024-2025, in vista dell’apertura delle trattative per il rinnovo del CCNI 2024-2025.

La proposta di modifica dei criteri avanzata (vedi qui i numeri) dal Ministero lo scorso 29 Maggio era stata bocciata da quasi tutti i sindacati, sia nel metodo che nel merito.

Da un lato, infatti, le critiche mosse all’Amministrazione hanno riguardato le modalità con cui è stato condotto il confronto: non in linea, secondo quasi tutti i sindacati presenti, con quanto espressamente previsto nella dichiarazione congiunta allegata al precedente CCNI, firmato lo scorso 31 Maggio 2023, con cui il Ministero si impegnava “a rivedere, mediante il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, in tempo utile per l’anno scolastico 2024-2025, i criteri generali i parametri numerici per la graduazione delle istituzioni scolastiche”. 

Dall’altro lato, la modifica dei criteri delle fasce di complessità proposta dall’Amministrazione avrebbe comportato una riduzione dell’importo della retribuzione di posizione parte variabile spettante ai dirigenti scolastici. Nello specifico:

Un possibile taglio complessivo fino a 12 milioni di euro sulle retribuzioni di posizione parte variabile dei dirigenti scolastici, bocciato da quasi tutte le sigle sindacali.

Il clima del confronto tra le OO.SS. e il Ministero, tuttavia, è rimasto acceso: durante l’ultimo incontro, tenutosi lo scorso 21 Giugno, infatti, un sindacato non si è presentato e quattro sigle sindacali su cinque hanno abbandonato il tavolo.

Considerando il clima teso e il poco tempo a disposizione, l’accordo sulla rimodulazione dei criteri delle fasce di complessità rischia, probabilmente, di essere rimandato all’anno scolastico 2025-2026.

Il dimensionamento scolastico e i risparmi di spesa

La revisione dei criteri delle fasce di complessità rimane, tuttavia, un passaggio necessario anche in funzione del dimensionamento scolastico, ai sensi dell’art. 1 comma 557 della legge n. 197/2022 (cd. Legge Finanziaria 2023) che ha modificato il decreto legge n. 98 del 6 Luglio 2011 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 15 Luglio 2011.

In particolare, la Legge Finanziaria del 2023 ha previsto che, in attuazione del piano di riorganizzazione del sistema scolastico previsto dal PNRR, a partire dall’anno scolastico 2024-2025 i criteri per la definizione dell’organico dei dirigenti scolastici e dei DSGA e la loro relativa distribuzione tra le regioni, in funzione della decrescita della popolazione scolastica, saranno definiti su base triennale, con eventuali aggiornamenti annuali, con decreto del MIM di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze.

Lo stesso Ministro Valditara, con un comunicato stampa datato 30 Novembre 2022, aveva già annunciato i risparmi di spesa derivanti dall’applicazione delle misure di razionalizzazione della rete scolastica e del conseguente minor fabbisogno di dirigenti scolastici e DSGA.

Il proposito del Ministero, come annunciato nello stesso comunicato stampa, è quello di reinvestire in modo strutturale tali risparmi di spesa a favore del sistema scolastico. Le modalità con cui tale reinvestimento strutturale potrà avvenire, tuttavia, non sono state ancora definite.

 

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