Stipendi differenziati, nel privato sono già realtà: in Lombardia paghe raddoppiate rispetto alla Sicilia

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Il dibattito sulle gabbie salariali in Italia si accende quando si discute dell’idea che a parità di lavoro dovrebbe corrispondere una retribuzione uguale. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha riaperto il dibattito sulla differenziazione degli stipendi degli insegnanti per area geografica.

L’Osservatorio JobPricing ha pubblicato il Geography Index nel 2022 che analizza i salari percepiti a livello regionale e provinciale. Dal rapporto emerge che ci sono forti differenziali retributivi tra le diverse aree del paese, con una differenza media del 17% tra il Nord e il Sud e del 52% tra la provincia con la retribuzione media più elevata (Milano) e quella con il salario più basso (Ragusa).

La divisione in zone salariali, anche se meno rigida rispetto al passato, è una realtà per il mondo privato, mentre i dipendenti pubblici hanno tutti lo stesso stipendio a parità di mansione. Ciò avviene grazie ai contratti collettivi nazionali e agli accordi aziendali di secondo livello, che fanno sì che al Nord le paghe siano più alte in media rispetto al Sud, a parità di lavoro.

Secondo i calcoli effettuati dalla Banca d’Italia nel 2022, la paga oraria lorda media nel Meridione è più bassa del 28% rispetto a quella del Centro-Nord nel settore privato, anche se si tiene conto delle differenze nel settore lavorativo e nelle dimensioni delle aziende, della tipologia di lavoro e delle caratteristiche della popolazione, età, sesso e nazionalità, resta comunque una differenza del 9% nelle paghe.

Il rapporto della Banca d’Italia evidenzia anche che, a parità di tutto, un lavoratore del settore privato al Nord guadagna comunque il 9% in più di un suo equivalente al Sud. Ci sono anche differenze di costo della vita e di servizi pubblici offerti ai cittadini, che incidono sui diritti di cittadinanza.

Il rapporto Svimez del 2022 evidenzia che la questione della stagnazione salariale è una grande questione nazionale che si amplifica nel Mezzogiorno, dove le retribuzioni si sono ridotte del 9,4% in termini reali, contro il 2,5% in media nel Centro-Nord. La questione salariale determina conseguenze più rilevanti sulle condizioni sociali, soprattutto a causa della diffusione del lavoro povero, che coinvolge circa il 20% degli occupati nelle regioni meridionali.

Regione / Stipendio Medio
Lombardia 32.191
Trentino >31.000
Lazio >31.000
Campania 27.000
Puglia 26.600
Sicilia 26.205
Calabria 25.698
Basilicata 25.317

Provincia / Stipendio Medio
Milano 35.724
Bari 27.977
Roma 32.157
Palermo 27.000
Barletta-Andria-Trani 25.000
Napoli 27.127
Ragusa 23.525
Benevento 26.522
Salerno 26.235
Caserta 26.115
Avellino 25.990
Bari 28.000
Taranto 25.274

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