Stipendi, Anief: laurearsi e specializzarsi per fare l’insegnante non paga. Sciopero 12 novembre

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Anief – Anche l’Europa non può fare a meno di evidenziare la modestia degli stipendi conferiti agli oltre 850 mila insegnanti italiani: compensi che, in media, si fermano a 28.147,00 euro lordi, come quantificato nel recentissimo studio “Teachers’ and School Heads’ Salaries and Allowances in Europe 2017/18”.

Ora, però, c’è un altro dato che mette ancora più in luce l’inadeguatezza di quei compensi: scorrendo il rapporto “Education and Training MONITOR 2019” dell’Unione Europea, si scopre che, nessun livello di istruzione escluso, assieme ai docenti di Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, gli insegnanti italiani guadagnano meno dell’80% di ciò che percepiscono altri lavoratori con istruzione terziaria. Solo in Lussemburgo, Portogallo e Grecia mostrano livelli di stipendio superiori agli altri lavori con istruzione terziaria.

Stipendi e apprendimento

Ed è un dato particolarmente grave, non solo per le tasche dei docenti, ma anche per la qualità del servizio di formazione messo in atto. Secondo quanto riferito nel rapporto UE, vi sarebbe infatti una relazione tra i salari e l’apprendimento degli alunni: gli stipendi più alti, spiega Orizzonte Scuola dopo avere esaminato lo studio sul raffronto delle condizioni dei docenti nell’Ue, sono associati a impatti positivi sul reclutamento e l’idea di insegnanti meglio qualificati. In pratica, i livelli degli stipendi degli insegnanti sono correlati positivamente alle performance degli studenti. Va poi considerato che gli aumenti modesti degli stipendi degli insegnanti nelle scuole svantaggiate non sembrano essere sufficienti da soli per avere un impatto significativo sull’inclusione.

Stipendi iniziali e a fine carriera

Nel rapporto Ue, ci si sofferma anche sull’aumento percentuale tra lo stipendio iniziale e massimo: Perché mentre in Italia occorrono 35 anni per arrivare ad un incremento massimale di circa il 50% dello stipendio iniziale, nell’Unione Europea vi sono dei Paesi che fanno registrare aumenti percentuali di carriera decisamente più alti: sono quelli degli insegnanti della Romania (143%), dei Paesi Bassi (104%), del Portogallo (99%), della Grecia (95%), dell’Austria (94%), dell’ Ungheria (90%), dell’Irlanda (89%) e anche della Slovenia (80%).

ss

Il commento del presidente Anief

“Il problema – dice Marcello Pacifico, leader dell’Anief – è che, dalla Legge di Bilancio appena approvata dal Consiglio dei ministri, vi sarebbe l’intenzione di incrementare i compensi dei docenti italiani con appena 80 euro lordi mensili, frutto dell’investimento di 1,7 miliardi della Legge di Bilancio dell’anno scorso da dividere per oltre tre milioni di dipendenti pubblici, considerando anche gli altri comparti. Che si tradurrà in 40 euro netti medi a dipendente, pure da assegnare a regime in un biennio. Invece, per pareggiare l’inflazione registrata negli ultimi dieci anni e cominciare a ragionare sull’avvicinamento degli stipendi europei, nell’arco di 36 mesi, servirebbe almeno il triplo rispetto a quanto sinora previsto”, conclude il sindacalista autonomo.

Anief ha chiari i motivi che stanno alla base del gap retributivo che ha condotto al disallineamento degli stipendi dall’inflazione, misurabile in dieci punti percentuali dell’attuale stipendio rispetto al blocco decennale del contratto e agli aumenti del 3.48% dell’ultimo rinnovo 2016/2018: si va dall‘invarianza finanziaria nelle assunzioni per via dell’abolizione del primo gradone stipendiale voluto dal CCNL del 4 agosto 2011 e coperto dalla Legge 128/12 alla disparità di trattamento negli scatti stipendiali tra personale a tempo determinato e indeterminato, contraria al diritto dell’Unione Europea, come certificato dalla Cassazione; dal mancato adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto, che continua ad essere attuato dallo Stato per contenere la spesa nell’erogazione del servizio formativo.

Sciopero confermato

Ecco perché, stando così le cose e alla luce di mancate rassicurazioni sulla corposità dei finanziamenti presenti nella Legge di Bilancio per il rinnovo del contratto di contratto di comparto, oltre che per l’inefficacia del decreto salva scuola, l’Anief conferma lo sciopero del 12 novembre.

GLI STIPENDI DEI DOCENTI EUROPEI

Compensi lordi

annui a.s. 2016/17 (espressi in euro)

Italia Olanda Austria Norvegia Germania Svizzera Lussemburgo
Scuola primaria

 

INIZIO

23.051

FINE

33.884

INIZIO

34.760

FINE

54.726

INIZIO

34.595

FINE

62.710

INIZIO

40.066

FINE

47.196

INIZIO

46.984

FINE

62.331

INIZIO

67.072

FINE

102.262

INIZIO

110.718

FINE

153.120

Scuola media

 

24.849 37.211 36.891 54.726 34.595 62.710 40.066 47.196 52.818 69.353 67.072 102.262 110.718 153.120
Scuola superiore

 

24.849 38.901 36.891 75.435 34.519 71.377 50.317 52.214 53.076 76.770 90.604 138.917 110.718 153.120

 Realizzato dall’Ufficio Studi Anief sugli dati stipendiali ufficiali diffusi da Eurydice

I lavoratori docenti e Ata interessati al ricorso contro gli aumenti stipendiali miserevoli possono ancora chiedere il modello di diffida, predisposto da Anief, al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected]

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