Stipendi, a docenti e Ata mancano 300 euro al mese: Anief chiede anche l’indennità di trasferta che corrisponde fino a 81 euro al giorno

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Torna ad accendersi il dibattito sugli stipendi degli insegnanti: la “miccia” sono stare le dichiarazioni del ministro Giuseppe Valditara sull’esigenza di dare maggiori compensi a “chi vive e lavora in una regione d’Italia in cui più alto è il costo della vita”.

Oggi la stampa specializzata ricorda che “la verità, come sappiamo, è che lo stipendio degli insegnanti è basso, rispetto alla media europea ma anche rispetto alla media del resto della PA”. Il sindacato ricorda che l’importo ridotto assegnato a fine mese ai lavoratori della scuola

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “per coprire il divario rispetto a quanto percepisce un collega all’estero, al docente e Ata italiano mancano almeno 300 euro netti al mese. Sembra una cifra alta ma non lo è, ancora di più se pensiamo che il caro energia e inflazione a fine 2023 farà registrare un +15% in soli due anni. Invece di pensare a soluzioni alternative, per coprire la distanza c’è solo un modo: mettersi in testa di assegnare specificatamente alla scuola dei finanziamenti, anche andando a rivedere la spesa rispetto al Prodotto interno lordo nazionale. Detto questo, comprendiamo anche l’esigenza di adottare una indennità specifica: il nostro sindacato, però, la legherebbe alla trasferta e all’erogazione dei buoni pasti, esattamente come avviene in altri settori, ad esempio con i metalmeccanici. La verità è che se a scuola, ti assumono lontano dalla tua residenza, allora ti devono pagare l’indennità di trasferta! Quanto? Come per metalmeccanici: fino a 81 euro di rimborso al giorno”.

GLI STIPENDI A CONFRONTO

Orizzonte Scuola scrive che “guardando i dati di Eurydice, il confronto con l’Europa è impietoso. Partendo dalla scuola dell’infanzia e primaria, un docente guadagna in media 29.490 euro all’anno. I colleghi portoghesi arrivano a 30.881 euro lordi all’anno. In Danimarca, invece, un insegnante della primaria guadagna 65.227 euro. Alla scuola secondaria in Italia si arriva a guadagnare 33.811 euro lordi annui, ma se si guarda Eurydice si vede che lo stipendio è decisamente più basso rispetto ad un docente francese, che arriva a 45.505. Addirittura i colleghi tedeschi guadagnano il doppio, 73.557 euro”.

Il problema “non è solo l’importo ad inizio carriera e i primi anni ma la mancata progressione: in Italia, alla fine della carriera si arriva a guadagnare il 48,7% in più che all’inizio. In Germania l’incremento arriva al 30,5% in più a fine carriera ma il livello di partenza è sensibilmente più alto. In Francia, invece, il divario tra lo stipendio di ingresso e quello prima della pensione è enorme, con una crescita del 71,6%”.

Il presidente Anief ricorda che “la scuola ha bisogno di ulteriori risorse e su questo siamo d’accordo con il ministro Valditara. Ma le risorse In primo luogo devono essere trovate dal Governo per allineare gli stipendi di tutti i lavoratori almeno all’inflazione, cresciuta di 8,4 punti solo l’anno scorso e con un altro -6% atteso a fine 2023, contro la quale è stata adottata solo una mini-indennità di vacanza contrattuale. Poi devono essere trovate altre risorse per ristorare tutti coloro che lavorano lontano dal proprio domicilio, dando loro indennità specifiche per la trasferta. In realtà, non bisogna finanziare solo la continuità didattica, ma sostenere soprattutto il sacrificio di chi spende molto spesso tutto il proprio stipendio per andare a lavorare a centinaia di chilometri da domicilio e affetti”, conclude Pacifico.

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