Stipendi, 107 euro d’aumento non è la cifra promessa a maggio, Pacifico (Anief): fondamentale assegnare le indennità che compensano rischi e sacrifici

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Ai docenti e Ata della scuola non bastano 107 euro in media di aumento, pari ad un incremento del 4%, con circa 2mila euro di arretrati: a sostenerlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, che durante un’intervista all’agenzia Teleborsa invia un messaggio alla parte pubblica dopo la convocazione dei giorni scorsi per la presentazione dell’atto di indirizzo ai sindacati.

“Per il rinnovo del contratto”, ha detto il sindacalista, quella presentata sinora “non è la cifra giusta, non è quello che basta al personale della scuola”: per questo “abbiamo chiesto al Governo quelle risorse che aveva promesso a maggio” con il Patto per la Scuola di Palazzo Chigi; a cui si devono sommare quelle “aggiuntive”, comprensive di “specifiche indennità”, di sede, incarico, burnout e rischio biologico, la cui assegnazione andrebbe a “compensare i maggiori rischi o sacrifici del personale”.

“Fra queste – ha ricordato Pacifico – è importante assegnare l’indennità di sede per chi lavora lontano dalla propria residenza. C’è poi una indennità di burnout con una finestra per le pensioni, una indennità per il rischio Covid per tutto il lavoro svolto durante questa pandemia e, soprattutto, una indennità di incarico per tutto il personale precario. Questi lavoratori, infatti, non dovranno più ricorrere al giudice per avere quella parità di trattamento che gli spetta, ma ricevere la giusta retribuzione, la stessa che viene data anche al personale di ruolo”, ha concluso il leader dell’Anief.

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