Lo sterminio morale degli insegnanti. Lettera

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C’è un gran parlare di valorizzare giustamente e finalmente le competenze, di rinnovare, in nome dell’acquisizione di queste da parte degli alunni tutto il sistema didattico, iniziando della valorizzazione della loro esperienza, dal valorizzare la loro diversità, cercando di formarli nel modo più personalizzato possibile dato che ognuno è se stesso (bella scoperta), di imparare a imparare, in modo di essere in grado di apprendere sempre dal proprio vissuto per tutto il resto della vita.

C’è un gran parlare di valorizzare giustamente e finalmente le competenze, di rinnovare, in nome dell’acquisizione di queste da parte degli alunni tutto il sistema didattico, iniziando della valorizzazione della loro esperienza, dal valorizzare la loro diversità, cercando di formarli nel modo più personalizzato possibile dato che ognuno è se stesso (bella scoperta), di imparare a imparare, in modo di essere in grado di apprendere sempre dal proprio vissuto per tutto il resto della vita. Si parla di mettere gli alunni al centro dell’attività educativa ‘ riconoscerne le capacità e le abilità innate da coltivare e formare, di rapporti sociali da sollecitare e migliorare, di cooperazione, e quant’altro ……… Ma perché invece il Ministero della P.I. considera noi insegnanti precari come adulti mai cresciuti, e ritiene cheproprio noi non siamo riusciti a maturare le nostre competenze, visto l’accanimento con cui cerca di accertarle di continuo? Forse che tutti gli anni del nostro studio fino alla laurea (che non sarà stato così innovativo, ma non è di sicuro una nostra colpa essere nati 40, 50, 60 anni fa!), tutta la preparazione per ottenere l’abilitazione (fatta comunque sulle le più recenti tecniche di educazione), e soprattutto le diverse personalità “formate attraverso le esperienze nella scuola e nella vita”, che ci hanno costruito come docenti in decine di anni di attività professionale, e che rendono vario e vitale il nostro apporto formativo-educazionale non valgono invece nulla per il nostro “long life learning”? Noi non dobbiamo essere valorizzati? Siamo rimasti frutti acerbi? Cosa dobbiamo ancora dimostrare? Cosa si vuole ancora “spremere” da docenti che non hanno mai avuto diritti e guadagnano 1400 euro al mese? Lasciateci almeno lavorare serenamente con i nostri ragazzi, invece di “torturarci” con l’idea di essere sempre inadeguati e “non sufficientemente abili”: se non fossimo in grado di fare il nostro lavoro, con che motivazioni giustificate ai genitori di milioni di ragazzi di averli assegnati per anni e anni a degli incompetenti? Cari parlamentari vergognatevi!

Direi che siamo tutti stanchi di essere presi per i fondelli dal nostro Governo, docenti, alunni e genitori!  Facciamolo fare ai nostri politici un bel concorso, ai nostri manager pubblici, e godiamoci lo spettacolo: dovrebbe essere un vero spasso!……

Mauro Bortolotto

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