Stem, la riforma del Ministro Valditara. Lettera

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Inviato da Enrico Maranzana – Il ministro Valditara ha detto: “La vera sfida che noi vogliamo lanciare come ministero e come governo per riformare l’insegnamento delle Stem [Science, Technology, Engineering, Mathematics], è proprio quella di partire dalla realtà per arrivare alle astrazioni”.

E’ proprio una vera sfida: implica un cambiamento radicale del sistema scolastico. L’insegnamento per regole, comunemente praticato nelle scuole e che riproduce il rapporto medico-paziente, è da sostituire con quello che caratterizza le guide alpine: nelle attività di classe deve prevalere una didattica basata su problemi o su progetti, che valorizza l’apprendimento attivo e collaborativo. L’interazione sinergica degli organismi scolastici, inoltre, è la carta vincente: la promozione e lo sviluppo delle qualità degli studenti sono traguardi che tutti gli insegnamenti condividono.

Si propongono quattro esempi per mostrare come si può “partire dalla realtà per arrivare alle astrazioni”.

Il primo riguarda le operazioni aritmetiche definite all’interno del sistema di numerazione decimale. La loro generalizzazione porta al passaggio del “nove più uno uguale a dieci” al “nove più uno uguale a zero con il riporto di uno”. [Si veda in rete: “Percorso didattico sui numeri naturali e sistemi di numerazione”].

Il secondo chiede d’ipotizzare il percorso che Pitagora potrebbe aver seguito per generalizzare le proprietà del triangolo rettangolo [Si veda in rete: “Laboratorio di matematica: Pitagora”].

Il terzo ripercorre l’avventura di Archimede: propone una simulazione per scoprire ed enunciare il principio di galleggiamento [Si veda in rete: “Laboratorio di matematica: Archimede”].

Il quarto introduce il concetto “ricorsione”: tematica proposta a studenti di 10/12 anni, spesso indigesta a quelli universitari [Si veda in rete; “La cultura informatica per promuovere competenze”].

Ecco lo scenario scolastico derivante.

Le abilità, che infarciscono la documentazione ufficiale del ministero, devono essere sostituite dalle capacità. Queste, infatti, riguardano le potenzialità di un individuo: sono l’orizzonte cui deve tendere la progettazione educativa d’istituto. 

Le abilità, invece, riguardano il fare in specifiche situazioni: sono tipiche dei percorsi addestrativi. 

Il rapporto tra capacità e abilità e analogo a quello delle rette con i segmenti.

L’attuale concetto “disciplina” è da arricchire: le conoscenze sono da associare sia ai problemi di cui sono la soluzione, sia ai metodi che hanno portato alla loro scoperta. Arricchimento essenziale perché le competenze, traguardo del sistema scolastico, non possono essere insegnate: si acquisiscono lavorando in conformità ai tipici processi metodologici delle discipline.

La motivazione all’apprendere deve poggiare sulla tensione cognitiva, che i problemi ben posti producono. 

L’errore deve diventare fonte d’informazione, da capitalizzare per il perfezionamento del percorso risolutivo.

Si formula infine un augurio al ministro Valditara: il successo della sua riforma.

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