Stato di emergenza verso la proroga al 31 marzo. Niente vacanze scolastiche di Natale anticipate

WhatsApp
Telegram

Si va verso la proroga dello stato di emergenza al 31 marzo. Il governo si appresta a varare il decreto legge già domani, martedì 14 dicembre, o al più tardi, mercoledì 15 dicembre.

In realtà sarebbero due le ipotesi sul tavolo: la prima è quella di arrivare fino al 31 marzo, ma occorrerebbe passare attraverso il Parlamento, la seconda è quella di ‘allungare’ la scadenza del 31 dicembre di un mese, quindi fino al 31 gennaio.

L’orientamento, secondo quanto viene spiegato da fonti di governo, è quello di andare verso la prima soluzione.

Il Consiglio dei ministri potrebbe tenersi già domani.

Stato di emergenza verso la proroga: le posizioni dei partiti

I partiti della maggioranza hanno comunque aperto alla strada che intende percorrere l’esecutivo. Netta la posizione del Pd. “Credo sia maturo – ha spiegato il segretario Enrico Letta – il momento in cui governo annunci la proroga dello stato di emergenza, la condizione con la quale evitiamo di trovarci oggi come l’Olanda”. Sulla stessa lunghezza d’onda Forza Italia e Italia viva.

“È chiaro – l’opinione del presidente del M5s Giuseppe Conte – che rispetto alla curva epidemiologica e una variante che appare molto contagiosa, ci sembra necessario pervenire alla proroga dello stato di emergenza”. Non chiude la Lega. “Aspettiamo di confrontarci con sindaci e governatori prima della scadenza che è fra tre settimane per capirne necessità o meno. Non diamo giudizi ideologici e a priori”, afferma Matteo Salvini.

Divisi i presidenti di Regione ma prima della decisione dell’esecutivo non si esclude un incontro tra i governatori e il governo.

Il regime “speciale” creato per affrontare la pandemia scade il 31 dicembre ed è prorogabile, così come è previsto dalla legge varata dal governo Conte 2, fino al 31 gennaio 2022. Oltre questa data, per prolungare lo stato di emergenza, è necessaria una nuova legge.

Con lo stato di emergenza il governo può esercitare poteri speciali per l’attuazione degli interventi si provvede in deroga a ogni disposizione vigente e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico.

Il comitato tecnico scientifico, il commissario all’emergenza, l’uso delle mascherine, il distanziamento, le regioni a colori: sono tutti frutti dell’esercizio di questi poteri che il consiglio dei ministri delibera.

Cosa significa lo stato di emergenza

Lo stato di emergenza può essere dichiarato al verificarsi o nell’imminenza di calamità naturali o eventi connessi all’attività dell’uomo in Italia. Può essere dichiarato anche in caso di gravi eventi all’estero nei quali la protezione civile italiana partecipa direttamente.

Il Codice della Protezione Civile (Decreto legislativo n. 1 del 2 gennaio 2018), ridefinisce la durata dello stato di emergenza di rilievo nazionale, portandola a un massimo di 12 mesi, prorogabile di ulteriori 12 mesi.

Il Consiglio dei ministri può deliberare lo stato di emergenza nazionale, senza necessità di passare per il Parlamento, per gli eventi calamitosi di tipo C. In Italia, infatti, tali eventi sono classificati in 3 tipi in base a estensione, intensità e capacità di risposta del sistema di protezione civile: il tipo A prevede una direzione degli interventi a livello comunale, il tipo B a livello provinciale e regionale, il tipo C a livello nazionale. 

Lo stato di emergenza può essere dichiarato dal Consiglio dei ministri anche come misura preventiva, ovvero “al verificarsi o nell’imminenza di calamità naturali o eventi connessi all’attività dell’uomo in Italia”. Può inoltre essere dichiarato in caso di “gravi eventi all’estero nei quali la Protezione civile italiana partecipa direttamente”.

Lo stato d’emergenza, per far fronte alla crisi sanitaria causata dal Covid, è stato deliberato per la prima volta dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020 dal governo dell’allora premier Giuseppe Conte. Successivamente lo stato d’emergenza è stato sempre prorogato, in ultimo nel decreto Riaperture di aprile, fino al 31 luglio 2021.  Ora la proroga fino alla fine dell’anno.

Con lo stato d’emergenza nazionale, il governo, inoltre, può ricorrere ai Dpcm, decreti del presidente del Consiglio dei ministri, che non passano attraverso l’approvazione parlamentare. Anche se l’esecutivo guidato da Mario Draghi, diversamente dal precedente guidato da Giuseppe Conte, ha preferito intervenire attraverso decreti legge, soggetti alla conversione in legge del Parlamento.

Con la proroga dello stato d’emergenza vengono mantenuti in funzione gli organismi istituiti per far fronte alla pandemia, a partire dal commissario straordinario e dal Cts, Comitato tecnico scientifico.

Lo stato d’emergenza ha inoltre permesso l’adozione nel settore privato dello smart working semplificato, cioè senza la necessità dell’accordo individuale tra azienda e lavoratore. Procedura semplificata che, a prescindere dalla proroga o meno dello stato d’emergenza, andrà avanti fino al 31 dicembre 2021.

Allo stato di emergenza sono legati anche provvedimenti che riguardano il mondo della scuola come la didattica a distanza e alcune disposizioni lavorative nel caso di classi scolastiche in quarantena.

“Nessun anticipo delle vacanze natalizie”

Per quanto riguarda il fronte scolastico, nessuna necessità, allo stato attuale, di anticipare le festività di fine anno.

“Al momento non è da prendere in considerazione alcuna ipotesi di anticipo delle vacanze natalizie“. Così il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso, sottolineando che “la percentuale delle classi che ad oggi sono costrette alla didattica a distanza è assai ridotta: non più del 5% a livello nazionale”.

Posizione ribadita, poco dopo, dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi: “Chiarisco immediatamente: nessuno ha mai pensato di alterare l’orario e il programma che avevamo dato sul calendario delle vacanze di Natale per le scuole”.

WhatsApp
Telegram

ASUNIVER e MNEMOSINE, dottorato di ricerca in Spagna: cresci professionalmente e accedi alla carriera universitaria con tre anni di congedo retribuito