Stato di emergenza prorogato, le ultime notizie e le ripercussioni sulla scuola

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Prorogare lo stato di emergenza al 31 ottobre anziché al 31 dicembre. Il governo è intenzionato a ampliare le misure eccezionali per la lotta al Coronavirus e già in settimana potrebbe arrivare una delibera ad hoc in Consiglio dei ministri, accompagnata anche da un decreto legge utile per fare ordine fra le varie scadenze fissate nel corso di questi mesi.

Ancora nessuna decisione ufficiale è stata presa, ma è possibile che si decida di procedere in modo graduale. Scegliere una scadenza più ravvicinata avrebbe però lo svantaggio – è il ragionamento – di rendere più incerto il destino degli interventi a favore di famiglie e imprese.

Martedì 14 luglio il governo varerà un nuovo DPCM per confermare il pacchetto di misure che scadono il 14 luglio (dalla stretta della movida ai voli) fino a fine mese e che ancora vengono ritenute necessarie per evitare che il Covid torni a diffondersi pericolosamente.

A riferire in Parlamento quasi in contemporanea le decisioni adottate dall’Esecutivo sarà il ministro Roberto Speranza: il titolare della Salute si presenterà martedì sera in Aula a Montecitorio (la volta precedente era stato in Senato) e illustrerà il provvedimento.

Stato di emergenza prorogato, le ripercussioni sulla scuola

Sottolineando, anche una volta, che lo stato di emergenza non significa lockdown, proviamo a capire quali possono essere le ripercussioni sul mondo della scuola.

Lo scopo della proroga dello stato di emergenza è consentire al governo di varare misure urgenti come i Dpcm senza passare per il Parlamento e per la Protezione Civile di acquistare mascherine o ciò che altro occorre bypassando procedure di gara o concorsi.

Giovedì 9 luglio il commissario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, ha annunciato che per aprire le scuole servirà acquistare dieci milioni di mascherine al giorno.  Non solo, potrebbe comportare, tra le altre cose, anche la proroga del ricorso allo smart-working. Dubbi anche sulle procedure concorsuali, in particolare per quella del concorso straordinario prevista per l’autunno, ma molto dipenderà dall’evoluzione del quadro epidemiologico.

Per passare dalle parole ai fatti, serve una nuova delibera del Consiglio dei ministri, dopo quella del 31 gennaio 2020, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 1° febbraio 2020 n. 26, che aveva dichiarato per sei mesi lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.

Quando uno stato di emergenza ha termine, serve una ulteriore delibera del Consiglio dei ministri per prorogarla o per chiuderla, con un ritorno alla normalità e alle procedure ordinari.

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