Statalizzazione delle scuole materne, stop della Ugolini. Meglio convenzione con privati

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red – Il sottosegretario Ugolini dice NO alle statalizzazioni delle scuole dell’infanzia gestite dai comuni: costano di più. Gelo a Torino e Bologna

red – Il sottosegretario Ugolini dice NO alle statalizzazioni delle scuole dell’infanzia gestite dai comuni: costano di più. Gelo a Torino e Bologna

Tra le città che hanno richiesto la statalizzazione delle scuole dell’infanzia ci sono anche Torino e Bologna.

La statalizzazione ci sarà oppure no? Si tratta di un escamotage per sgravare le casse comunali e fornire gli stessi servizi a spese dello Stato. In questo sono bravi soprattutto i comuni del Nord Italia.

Giorno 9 ottobre il comune di Torino dava notizia dell’avvio del piano regionale di dimensionamento della rete scolastica, attraverso la graduale trasformazione di parte di scuole dell’infanzia comunali in nuove scuole materne statali. L’operazione riguarda una trentina di sezioni da trasferire entro il 2018. La decisione è stata assunta dopo un protocollo tra Comune, USR, Regione e Provincia.

Si tratta di una spesa, quella delle scuole dell’infanzia torinesi, di non indifferente entità. La città di Torino, infatti, destina circa 65 milioni di euro annui al servizio per 354 sezioni.

Stesso obiettivo da parte del comune di Bologna, che ha espresso la volontà di statalizzare le scuole dell’infanzia a proprio carico col fine di sgravare le casse comunali.

Ma, qualche giorno fa, il sottosegretario Ugolini, durante un suo intervento all’ANCI, ha gelato le intenzioni dei Comuni che invocano tale statalizzazione. "Non credo che statalizzare la scuola dell’infanzia gestita dai Comuni – ha detto – sia una modalità con cui risolvere una difficoltà. Anche perchè normalmente se si sposta il centro di spesa dalla periferia a Roma non cambia la quantità della spesa, normalmente cresce".

L’alternativa proposta è di un mix di offerta statale e comunale da un lato e convenzioni col privato dall’altro. "Questo modello – sostiene la Ugolini – ha permesso all’Italia di fare una proposta di qualità a livello mondiale e di fare in modo che quasi tutti i bambini possano avere questo tipo di proposta educativa"

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