“Stare bene con il counseling – Casi reali e prassi applicata, con schede pratiche per il counselor”

di Lalla
ipsef

red – Il nuovo libro della Dott.ssa Selene Grimaudo (cura per il sito di Orizzontescuola lo Sportello Counseling) che fornisce uno strumento utile ai counselors, ai pedagogisti, agli assistenti sociali e a chi opera, in genere, nell’ambito delle relazioni d’aiuto.

red – Il nuovo libro della Dott.ssa Selene Grimaudo (cura per il sito di Orizzontescuola lo Sportello Counseling) che fornisce uno strumento utile ai counselors, ai pedagogisti, agli assistenti sociali e a chi opera, in genere, nell’ambito delle relazioni d’aiuto.

Il libro si propone, con successo, anche al semplice lettore-utente che potrà ritrovarsi nei casi descritti nell’apposita sezione delle Consulenze.

Nel testo, dopo una parte iniziale dedicata al counseling, si passa alla definizione della figura del counselor, ai campi d’intervento, alla metodologia d’azione, alle regole per la conduzione di un colloquio. Viene affrontato un caso reale a cui seguono 36 consulenze vere. Molti insegnanti hanno preso spunto dalle risposte fornite dal testo per applicarle in pratica nella gestione quotidiana della classe, alle stesso modo tanti genitori hanno richiesto i suggerimenti della Dott.ssa Grimaudo per i loro bambini. Il testo disponibile sul sito www.lafeltrinelli.it si conclude con la proposta di alcune schede pratiche utili nell’azione professionale del counselor.
Dalle consulenze riportate dal testo, di seguito uno stralcio.

"Rispondo, brevemente, alle richieste di tante mamme preoccupate ed un po’ confuse sul da farsi, adesso che la scuola ha chiuso i battenti. Le tanto sospirate vacanze sono arrivate per i bambini, che non vedevano l’ora di posare i libri e andare nei luoghi di divertimento, principalmente al mare per giocare, ma tante mamme ancora lavorano e non sanno come occupare il tempo dei figli in vista di una vacanza comune, altre, anche se non sono occupate con il lavoro, non hanno la possibilità di trasferirsi in villeggiatura e chiedono qualcosa di alternativo alla visione dei programmi in tv, da far fare ai loro figli. Il consiglio è certamente quello di far giocare i bambini all’aria aperta, ma per ovviare a questa mancanza si possono organizzare spazi gioco in terrazza o anche in una veranda, preparando l’ambiente come se fosse un luogo di vacanza, volendo anche con una piccola piscina, in alternativa al mare o agli spazi di ritrovo per bambini che richiedono il pagamento di una piccola cifra. Se i compagni e gli amici non sono più in città e il vostro bambino si trova da solo e desideroso di compagnia, si può rivalutare l’idea di portarlo a giocare nei piccoli spazi verdi della città. Infine, considerate l’idea di trascorrere più tempo insieme ai vostri figli, la vostra vicinanza, secondo anche un sondaggio nazionale di qualche mese fa, è gradita più di un gioco organizzato, più della tv o del videogame."

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