Staff del Dirigente: docenti che svolgono attività organizzative, motivarli e valorizzarli

di Katjuscia Pitino
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Le attività organizzative svolte dai docenti all’interno della propria funzione, costituiscono un aspetto importante dell’autonomia scolastica, tant’è vero che l’autonomia didattica si allinea perfettamente a quella organizzativa, costituendo i due dispositivi fondamentali per determinare un servizio di qualità.

Tra le competenze delineate dalla nuova funzione docente, rintracciabili nel D.M. n.850 del 2015 e nel Piano nazionale per la formazione del personale docente di cui al D.M. n.797 del 2016, spiccano anche quelle ‘organizzative’ che si strutturano in una vasta gamma di attività distinte ovviamente per tipologia.

Ai sensi del comma 83 della Legge 107 del 2015 il dirigente scolastico può individuare, nell’ambito dell’organico dell’autonomia, fino al 10 per cento di docenti che lo coadiuvano in attività di supporto organizzativo e didattico; lo stesso principio era già espresso nell’art.25 del D.Lgs. n.165 del 2001, “nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative il dirigente scolastico può avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere delegati specifici compiti”. Di recente, l’art.28 del CCNL 2016/2018 ha recepito le due fonti normative e ha stabilito che l’orario (di insegnamento) di cui all’art.28 del CCNL 2007 può essere parzialmente o integralmente destinato anche allo svolgimento di attività organizzative.

L’attuale configurazione definita dalle disposizioni normative sopracitate, circa le attività organizzative, costituisce un aspetto innovativo nella gestione delle risorse umane da parte del dirigente scolastico, purtroppo non ancora recepito da molti dirigenti. Il nuovo assetto legislativo della Legge 107, intende infatti superare numericamente i due tradizionali collaboratori del dirigente scolastico, anche se nei fatti il comma 83 della Legge 107/2015 pone il limite del 10%, e indirizzare, al contrario, l’azione del dirigente verso la definizione di un vero e proprio staff.

La nuova fonte negoziale si allinea a quella normativa. Pertanto, in questa direzione, lo svolgimento di attività organizzative equivale allo stesso modo allo svolgimento di funzioni vicarie, assegnate dal dirigente scolastico, in virtù dei suoi poteri e delle competenze specialistiche possedute dai singoli docenti, cambia solo la remunerazione. Poi è anche vero che nella realtà si utilizzano altre definizioni per caratterizzare le attività che rientrano in quelle organizzative, includendovi i compiti delle funzioni strumentali, coordinatori di classe, presidenti di dipartimento, docenti responsabili della formazione in servizio, responsabili del Piano nazionale per la scuola digitale, del sito web, dell’attività negoziale e via dicendo.

In sintesi, le attività organizzative si distinguono per il fatto di rendere un servizio alla comunità professionale ed anche sociale e, chi le svolge all’interno della scuola, riveste a tutti gli effetti la qualifica di collaboratore engaged ossia risorsa umana che ha capacità di incidere sulla performance organizzativa, di essere un punto di riferimento ineludibile per il perseguimento degli obiettivi dell’istituzione.

Di certo, accade spesso che molti di questi collaboratori non sono tenuti in considerazione per quello che meritano e molte delle loro azioni passano inosservate, proprio perché a volte al governo c’è una leadership accentrata e comandante, incapace di motivare e valorizzare tali professionalità, eppure il quadro delineato dall’attuale valutazione dei dirigenti scolastici dice esattamente il contrario.

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