Staccare per vie legali i servizi essenziali dal MEF

di Lalla
ipsef

Gianluca Mungo – E’ recente la notizia che la Corte Costituzionale ha dichiarato anticostituzionale le dimissioni rapide dei pazienti e ha ribadito che la vita di un paziente è più importante del budget di un ospedale. La corte ha dato in pratica ragione al ricorso presentato dai parenti di un uomo, regolarmente dimesso per motivi economici e morto per complicazioni cardiache avvenute durante la notte.

Gianluca Mungo – E’ recente la notizia che la Corte Costituzionale ha dichiarato anticostituzionale le dimissioni rapide dei pazienti e ha ribadito che la vita di un paziente è più importante del budget di un ospedale. La corte ha dato in pratica ragione al ricorso presentato dai parenti di un uomo, regolarmente dimesso per motivi economici e morto per complicazioni cardiache avvenute durante la notte.

La perizia ha dimostrato che l’uomo sarebbe sopravvissuto sicuramente se quella notte fosse rimasto in ospedale e gli fosse stata data la possibilità di avere un pronto intervento con un defibrillatore. Dopo avere avuto le cure e un’operazione chirurgica, l’uomo, in seguito agli accertamenti di routine, era stato subitamente dimesso, rispettando così le attuali regole di rispetto dei budget. La posizione giuridica dell’ospedale è del tutto regolare quindi e niente è da imputare alla correttezza istituzionale dei medici che hanno applicato e rispettato tutte le procedure e i regolamenti del caso.

Cos’ha non ha funzionato allora? Praticamente che il paziente era stato dimesso troppo presto proprio a causa di quelle stesse leggi che invece di tutelare la vita e la salute del cittadino, paradossalmente, hanno finito per levarle. La colpa è tutta da ascrivere, pertanto, all’attuale sistema che va ad ancorare i servizi cosiddetti "essenziali" alle decisioni del Ministero dell’Economia secondo le riforme volute dalla coppia Visco-Prodi (I primi responsabili, quindi, di una tale deriva di cose) all’epoca del primo governo Ulivo e mantenute, in seguito, con un certo opportunismo, dai governi Berlusconi.

Nella sentenza si legge: "Le dimissioni dei pazienti dagli ospedali devono essere decise solo in base a valutazioni di "ordine medico" e non secondo i criteri di economicità presenti nelle linee guida delle strutture sanitarie per il contenimento della spesa sanitaria". Se quindi la salute dei cittadini non può essere messa in secondo piano rispetto alle esigenze economiche, ciò non significa, forse, che le questioni relative ai servizi essenziali dovrebbero essere staccate dal Ministero dell’Economia? La sentenza non apre, pertanto, proprio una simile strada da percorrere sino in fondo e porre fine a quell’ingiusto ordinamento del Centrosinistra? Se la Sanità, in quanto servizio essenziale, non deve e non può essere ancorata alle politiche del Ministro dell’Economia, perchè non dovrebbe nessere la stessa cosa anche per un altro servizio essenziale come quello dell’istruzione?

Per quale motivo, allora, continuare a dare tutti questi superpoteri e deleghe autoritarie al Ministro dell’Economia che, così facendo, finisce con l’improvvisarsi anche a Pedagogista, a Primario, Caposala, Infermiere,
Megadirettore galattico del personale ATA e Chirurgo oltre che anche Capotreno principale, Direttore dei trasporti etc. etc.? Se la salute dei cittadini e la loro qualità di vita è più importante del Budget economico, cosa ne pensa la stessa Corte Costituzionale delle classi sovraffollate, delle scuole fuori norme di sicurezza ( a tal riguardo, ricordo a tutti il drammatico incidente di Rivoli), del rapporto di un insegnante ogni trenta bambini o adolescenti (con relative responsabilità)? Cosa ne pensa dei tagli alla ricerca medica? Cosa ne pensa dei tagli all’Istruzione? Si finirebbe con lo sforare per far fronte alle spese per salvaguardare la salute e la qualità di vita dei cittadini?

Allora, in questo caso, si aumentino davvero le tasse e magari si effettuino tagli sensibili ai costi della politica e si ricavino risorse in altri modi a spese di servizi non essenziali per la vita della società (eliminare le provincie, vitalizi parlamentari, auto blu, voli di Stato, consulenze esterne profumatamente pagate per esempio)!

Sono sicuro che i cittadini abbiano più piacere di pagare le tasse per la loro personale salute e per l’istruzione e la qualità di vita dei loro figli e nipoti piuttosto che continuare a pagarle per mantenere auto blu e corti di Versailles varie!

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