Stabilizzazione precari non della scuola. Corte di Cassazione: solo risarcimento

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Una precaria della Regione Autonoma della Valle d'Aosta ha lavorato con contratti a tempo determinato dal 2005 al 2011 e richiesto la stabilizzazione.

Una precaria della Regione Autonoma della Valle d'Aosta ha lavorato con contratti a tempo determinato dal 2005 al 2011 e richiesto la stabilizzazione.

La sentenza della Corte di Cassazione, seppure specifichi che il servizio svolto dalla scuola pubblica abbia caratteristiche del tutto particolari, potrebbe tuttavia costituire un primo precedente sulla questione.

"[…]fermo restando che la violazione di disposizioni imperative riguardanti l'assunzione o l'impiego di lavoratori, da parte delle pubbliche amministrazioni, non può comportare la costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato con le medesime pubbliche amministrazioni, salva l'applicazione di ogni responsabilità e sanzione – l'art. 36 comma 5 del Decreto Legislativo n. 165 del 2001, nella parte in cui prevede "il lavoratore interessato ha diritto al risarcimento del danno derivato dalla prestazione di lavoro in violazione di disposizioni imperative" deve essere interpretato – con riferimento a fattispecie diverse a quelle del precariato scolastico – nel senso che la nozione di danno applicabile nella specie deve essere quella di "danno comunitario" il cui risarcimento, in conformità con i canoni di adeguatezza, effettività, proporzionalità, e dissuasività rispetto al ricorso abusivo alla stipulazione da parte della PA di contratti a termine, è configurabile come una sorta di sanzione ex lege a carico del datore di lavoro"

A questo punto sarà interessante capire come la Corte di Cassazione risponderà circa i ricorsi per il personale della scuola, un pronunciamento molto atteso per capire quale orientamento dare in Italia alla sentenza del 26 novembre 2014 pronunciata dalla Corte di Giustizia europea.

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