Stabilizzazione precari, lo Stato spenderebbe 180 milioni in più l’anno, 715 euro per ogni supplente. Lo studio della Uil Scuola

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Lo Stato spenderebbe 715 euro per stabilizzare ogni precario della scuola. Lo rivela uno studio della Uil scuola, che il sindacato porterà oggi all’incontro con il ministro dell’Istruzione Valditara. 

La stabilizzazione dei 252.157 precari delle scuola comporta una differenza di spesa di poco più di 180 milioni di euro all’anno, ossia 715 euro per ogni precario, precisa la Uil Scuola, sottolineando come si tratti di “una cifra ‘all inclusive’ che porterà un beneficio non solo in termini di continuità didattica ma vantaggi ben più ampi”, commenta il segretario generale Uil Scuola Rua Giuseppe D’Aprile.

Lo studio del sindacato parte dall’analisi dei livelli stipendiali di tutto il personale scolastico, non solo docente, tra precari e a tempo determinato, basato su dati del Ministero Istruzione, del Mef, dell’Inps e del contratto scuola 2018.

In totale i supplenti della scuola, personale docente, educativo ed Ata, sono 252.157.

Di questi 76.044 hanno la supplenza al 31 agosto e, quindi, hanno già uno stipendio per l’intero anno scolastico; 176.113 hanno una supplenza fino al 30 giugno e percepiranno la Naspi per i due mesi estivi e dunque comporteranno una spesa aggiuntiva derivante solo dalla differenza tra lo stipendio e Naspi.

La Uil scuola sottolinea come la trasformazione dei posti dall’“organico di fatto” in posti in “organico di diritto“, e degli attuali contratti precari del personale della scuola in immissioni in ruolo, “avrebbe un’incidenza minima per la spesa dello Stato e riflessi esponenziali sulla qualità della vita scolastica, intesa come comunità educante. Una differenza di spesa di 180.345.425,04 euro all’anno permetterebbe un beneficio enorme in termini di continuità didattica e un vantaggio sociale, in senso più ampio“.

LO STUDIO DELLA UIL SCUOLA

I numeri

La piaga più grande è quella del sostegno: I numeri del Ministero certificano l’assoluta necessità di docenti di sostegno. In media, almeno uno ogni tre insegnanti di sostegno che hanno affiancato uno o più alunni disabili per tutta o una parte dell’anno non sono specializzati: una percentuale che al Nord diventa quasi di un insegnante su due. Rimane da risolvere il problema della copertura immediata di tutte le cattedre: oltre il 20% rimangono vuote almeno fino a metà ottobre, arrivando ad assegnare il supplente annuale con grave ritardo rispetto all’inizio dell’anno scolastico.

 

TUTTI I DATI DEL MINISTERO

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