Stabilizzazione precari. Diplomati magistrali trentini: finora si è fatto troppo poco

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inviato da Comitato di Coordinamento dei Diplomati magistrali trentini "Magist.02" – E’ di queste ore la notizia che il premier Renzi ha posto, come limite «tassativo» per l’approvazione alla Camera del jobs act, il 26 novembre. Una data non certo casuale, visto che proprio per quel giorno è attesa l’importantissima sentenza della corte europea, che vede l’Italia sul banco degli imputati a causa della NON applicazione sui dipendenti statali italiani della direttiva europea 70/99 ( la quale è nata con il preciso intento di impedire lo sfruttamento dei lavoratori precari attraverso la reiterazione dei contratti).

inviato da Comitato di Coordinamento dei Diplomati magistrali trentini "Magist.02" – E’ di queste ore la notizia che il premier Renzi ha posto, come limite «tassativo» per l’approvazione alla Camera del jobs act, il 26 novembre. Una data non certo casuale, visto che proprio per quel giorno è attesa l’importantissima sentenza della corte europea, che vede l’Italia sul banco degli imputati a causa della NON applicazione sui dipendenti statali italiani della direttiva europea 70/99 ( la quale è nata con il preciso intento di impedire lo sfruttamento dei lavoratori precari attraverso la reiterazione dei contratti).

Interviene sulla questione il Comitato di coordinamento dei diplomati Magistrali Trentini che denuncia : “ il premier Renzi accelera sul voto e presumibilmente con un preciso intento, approvare la riforma del lavoro prima che venga emanata la sentenza europea, in modo tale che la materia del contendere venga a decadere”.

Nelle “intenzioni” del jobs act infatti si parla di una non ben precisata volontà di eliminare il precariato, salvo poi sorvolare sul come verranno reperiti i fondi per una simile manovra. Ma la dichiarazione di intenti attraverso la nuova riforma del lavoro basterebbe già di per sé al premier per mettersi al riparo dalla maxi multa dell’U.E. che attende quasi certamente il nostro paese.

“In casa nostra le cose non vanno certo meglio” dichiara amaramente il Presidente del Comitato Mauro Pericolo. “Il governatore U. Rossi ha più volte sbandierato ai 4 venti, di aver anticipato le mosse del governo avviando questa estate una importante campagna di stabilizzazione nel settore scuola, ma la verità è che i numeri della stabilizzazioni non tornano e anche dietro a questa operazione si nasconde il concreto timore della sentenza europea. Come più volte abbiamo dichiarato durante gli incontri da noi avviati con il personale scolastico in questi mesi, le provincie di Trento e di Bolzano potrebbero essere direttamente imputabili della mancata applicazione di tale direttiva essendo ad esse demandata la competenza sulla gestione del personale scolastico e avendo quindi l’obbligo giuridico di applicare quella direttiva sui rispettivi territori”.

Insomma, il presidente Rossi, subodorato il pericolo di ritrovarsi esso stesso sul banco degli imputati, avrebbe cercato a sua volta di imbastire un piano di stabilizzazione nel settore scuola che a conti fatti si è rivelato solo un’ abile operazione di “vendita di fumo” in cui a vedersi ingannati sono ancora una volta la scuola e i suoi docenti. Le cifre tanto sbandierate, scorporate dal contesto mediatico imbastito da Rossi, suddivise per i diversi gradi scolastici e per gli anni a venire, sono assolutamente in linea con quanto fatto già negli anni precedenti e il Dipartimento della Conoscenza ha assunto quest’anno poco più del personale collocato in pensione.

Ma la denuncia del Comitato non si ferma qui; la Provincia, come se non bastasse, ha chiesto ed ottenuto dai sindacati come CONTROPARTITA per le nuove assunzioni, di poter modificare il contratto collettivo provinciale della scuola mettendo mano alle ore aggiuntive dei docenti (aumentandole naturalmente) e andando dunque a reperire i fondi per l’operazione proprio dalle tasche degli stessi lavoratori!

Ora, grazie alle modifiche del contratto collettivo prima di poter ricorrere ad un supplente dovrà esserci una assenza superiore ai 5 giorni nelle scuole dell’infanzia e Primarie e addirittura ai 15 nelle Secondarie. Facile comprendere come, a fare le spese di queste decisioni non siano solo i lavoratori precari contro cui ancora una volta si svela un preciso piano di estromissione dalla professione ( e per giunta in vista di una sentenza U.E. che avrebbe finalmente messo un limite al loro sfruttamento) , ma anche gli alunni che si ritrovano ad avere ora, invece del supplente (che si occupava di proseguire il programma interfacciandosi con il docente assente), una roulette di docenti interni alla scuola che vanno e vengono ogni ora a mo’ di tappabuchi e per più giorni a discapito di qualsiasi continuità e qualità scolastica.

“Altro che “BUONA SCUOLA”, slogan tanto sbandierato di questi tempi dal governo Renzi, qui si va allo sfascio del sistema istruzione a all’ esasperazione del personale docente che in esso opera” chiosa Pericolo.

Il Comitato Magist. 02 punta a provare l’illegittimità delle modifiche al contratto collettivo concordate con la P.A.T. nel maggio scorso e lo fa sulla base di semplici constatazioni.
Le modifiche contrattuali sono state pattuite con la con la contrarietà del 50 % delle sigle presenti al tavolo della contrattazione, visto che UIL E GILDA, si sono rifiutate di firmare. Mai come in questa vicenda risulta evidente come il sistema del calcolo della rappresentatività sindacale sia obsoleto e per nulla rispettoso di un sistema delicato come quello dell’istruzione, visto che permette di operare a “viso aperto” delle evidenti quanto preoccupanti “forzature”.

A CGIL E CISL responsabili di essersi prestate al giochetto, ricordiamo che ora il corpo docente è nelle condizioni di dover saldare il conto di una promessa non mantenuta e che il loro silenzio in tutta questa vicenda ha dell’incredibile.

Al presidente Rossi rammentiamo come tali assunzioni sarebbero state già di per sé stesse un dovere della Provincia rispetto della suddetta normativa europea e che qualora si operino delle modifiche al contratto collettivo in sede di contrattazione locale, queste dovrebbero essere solo ed unicamente di tipo MIGLIORATIVO rispetto al contratto nazionale ( cui ovviamente quello Provinciale si deve rifare). Come Come soggetto collettivo attivo e indipendente del mondo della scuola, chiederemo conto di tutto questo, come abbiamo fatto anche in passato imbastendo un maxi ricorso avverso la provincia di Trento cui hanno aderito quasi 200 insegnanti precari Trentini.

Sarebbe bastato, per scongiurare un simile scenario, una semplice quanto ovvia preliminare operazione che finalmente avrebbe levato la maschera al Dipartimento della Conoscenza rispetto al giochetto che si sta portando avanti ormai da decenni sulla reale consistenza del fabbisogno di organico del personale scolastico : il censimento. Una operazione di trasparenza che porrebbe fine una volta per tutte alla distinzione ridicola e artificiosa tra organico di fatto e di diritto, con cui si è tirato a campare sino a questa estate con questa falsa operazione di stabilizzazione, un vero insulto alla intelligenza ed alla dignità professionale di tanti docenti che aspettano anche da 20 anni la stabilizzazione.

Per conto del Comitato di coordinamento dei Diplomati magistrali trentini “MAGIST.02”

Il Presidente Mauro Pericolo

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