Stabilizzazione ex LSU, De Cristofaro: occorre lavorare al prossimo bando per i lavoratori dai 5 ai 10 anni di servizio

Il Sottosegretario all’Istruzione Peppe De Cristofaro ha postato su FB un commento sulla stabilizzazione degli ex LSU, facendo un po’ il punto della situazione.

In queste ore ricevo molti messaggi sulla questione della stabilizzazione degli ex LSU e provo qui a fare il punto della situazione. È necessario però ricordare i fatti dall’inizio, e mi scuserete se sarò un po’ lungo.

La Legge di Bilancio di fine 2018 ha disposto l’internalizzazione del servizio di pulizia delle scuole dal 1° gennaio 2020.
A tale fine vennero accantonati i posti come collaboratori scolastici a tempo indeterminato per i dipendenti (ex-LSU) delle ditte di pulizia private che svolgevano il servizio.

Questi posti dovevano essere assegnati con un’apposita procedura selettiva, per titoli e colloquio, finalizzata ad assumere alle dipendenze dello Stato il personale impegnato per almeno 10 anni, anche non continuativi presso le Istituzioni Scolastiche ed Educative Statali. Una norma con requisiti previsti e definiti, decisi dal Parlamento ben prima che si insediasse questo governo, quindi.
Sin dal primo giorno della mia nomina a metà settembre scorso ho iniziato ad occuparmi di questa vicenda. Mi sono messo subito al lavoro e, grazie anche alla fondamentale collaborazione dei tecnici del Ministero che mi hanno aiutato a districarmi tra i quasi 20 anni di norme e proroghe, già nella prima riunione mi è stata chiara una cosa: in nove mesi trascorsi dall’emanazione di quella norma NESSUNO del precedente governo a trazione leghista aveva dato indicazioni per avviare le procedure previste dalla Legge.

Ho subito attivato un tavolo di confronto: coinvolgendo tutte le parti coinvolte, organizzazioni sindacali, confederali e non, aziende e altre Amministrazioni coinvolte, con cui insieme ai tecnici del ministero abbiamo lavorato costantemente e intensamente per non mancare un’occasione così importante per tutte le lavoratrici e lavoratori che per decenni sono stati occupati nel settore.
L’urgenza era quella di far uscire il bando di concorso in tempo utile e con la maggiore condivisione possibile delle parti sociali coinvolte.
Sindacati, imprese, amministrazioni locali sanno bene che le porte del mio ufficio sono sempre state aperte a chiunque avesse suggerimenti o indicazioni da fornire. Abbiamo avuto con loro decine e decine di incontri.

I vincoli imposti dalla legge non lasciavano molti margini di intervento: occorreva avere 10 anni di servizio, avere la licenza media e essere dipendente delle aziende. E anche i mumeri non erano a nostro favore. La platea degli aventi diritto era ben più ampia dei posti messi a disposizione.

Quindi abbiamo lavorato a trovare soluzioni alternative che potessero consentire di ampliare la platea e dare una risposta ai lavoratori. Prima con un’ulteriore deroga sino al primo marzo, poi utilizzando (inevitabilmente) anche i contratti part-time, al posto dei full-time. E nonostante questo, rimanevano comunque fuori dalla stabilizzazione persone “a un passo” da quelle limitazioni previste dalla norma. Siamo riusciti, però, ad allargare le maglie, e prevedere una successiva fase di assunzioni anche per chi ha tra 5 e 10 anni di anzianità.
In mesi intensi di lavoro fianco a fianco con i sindacati e le altre parti sociali siamo riusciti ad inizio dicembre a pubblicare il bando di concorso: siamo intervenuti per una breve proroga tecnica al primo marzo per consentire all’Amministrazione di gestire, in pochissimo tempo, tutto quello che nei 9 mesi successivi alla legge di bilancio non si era fatto e di cui nessuno si era occupato.
Abbiamo previsto un percorso graduale, prima le assunzioni provinciali, poi una fase nazionale per offrire ai lavoratori la possibilità di scegliere un posto full-time invece che un part-time. Poi purtroppo dal mese di marzo è cambiato il mondo e abbiamo scelto di attendere qualche settimana per non rischiare la salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

Ci siamo inoltre anche fatti carico della surroga dei pagamenti di parte di questi lavoratori che non ricevevano lo stipendio dalla propria ditta da molti mesi e proprio in questi giorni sono partiti i pagamenti.
Occorre ripartire da qui, perché il percorso è ancora lungo e pieno di ostacoli. Occorre concludere la fase nazionale, trovare le risorse per trasformare i posti part-time in full-time, occorre lavorare al prossimo bando che vedrà l’assunzione dei lavoratori tra 5 e 10 anni di servizio, occorre investire ancora in questo settore perché la scuola non deve lasciare nessuno indietro. E cercare anche di risolvere la situazione attuale delle persone prive dei requisiti per partecipare al bando.

Credo che la stabilizzazione degli ex lsu sia un’ottima cosa, finalmente in controtendenza con le politiche fatte per decenni, quando si esternalizzava tutto e si facevano, però, grandi disastri sociali. E sono convinto che questi risultati non si sarebbero ottenuti con questa ampiezza e portata senza il confronto serrato e il contributo positivo delle parti sociali, sindacati in primis. Ma credo anche che potremo dirci realmente soddisfatti quando avremo risolto i problemi che ancora sono rimasti aperti.
Per ora diciamo, con forza, che la strada e’ quella giusta e dovrebbe valere per tutti i settori del personale scolastico.

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