Stabilizzazione dopo 36 mesi di servizio per due docenti e un assistente amministrativo

Di Lalla
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red – A Bari i ricorsi per la stabilizzazione dei precarid della scuola stanno avendo esito positivo: previsti i contratti per altri due docenti e un assistente amministrativo, oltre ad un cospicuo risarcimento di complessivi 200 milioni di euro.

red – A Bari i ricorsi per la stabilizzazione dei precarid della scuola stanno avendo esito positivo: previsti i contratti per altri due docenti e un assistente amministrativo, oltre ad un cospicuo risarcimento di complessivi 200 milioni di euro.

Il comunicato UGL Scuola inviato da Rossano Sasso

"Alla fine tutti i nodi vengono al pettine ed i nodi, per il MIUR, sono i ricorsi per la stabilizzazione dei precari della scuola con oltre 36 mesi di servizio. Altre vittorie, altri risarcimenti che testimoniano l’ingiusta reiterazione dei contratti a tempo determinato, il cui abuso spesso sfocia in periodi di precariato di 20 anni.

Non passa settimana senza che su tutto il territorio nazionale, i Tribunali del Lavoro non decretino il rispetto di un principio sacrosanto, quello che dopo 36 mesi di servizio a tempo determinato si ha il diritto all’assunzione a tempo indeterminato, sancito dalla
direttiva europea n°70 del 1999, recepita da una legge italiana ( il dlgs. 368/01 ndr), condannando il MIUR ed intimandogli di stabilizzare migliaia di colleghe/i.

E le sentenze si sa, oltre che rispettate, vanno eseguite: dopo le immissioni in ruolo “straordinarie” ( perché ordinate da un giudice) del mese di Marzo effettuate in provincia di Bari, il Miur in questi giorni sta facendo i conti, sempre a Bari, con altre sentenze passate in giudicato, la n°3894/2012, 4890/2012 ed altre del Tribunale Di Trani, le quali oltre a prevedere la stabilizzazione per i precari, condannano l’Amministrazione anche al risarcimento del danno per una somma che si aggira complessivamente intorno ai 200mila euro.

Grande emozione e soddisfazione – dichiara Rossano Sasso, segretario provinciale dell’UGL SCUOLA – nel comunicare ai nostri ricorrenti che a breve entreranno nei ruoli, senza più patire l’angoscia del licenziamento al 30 giugno, e nel consegnare loro l’assegno giallo della Banca d’Italia, con su stampate cifre che si aggirano intorno ai 18mila euro a titolo di risarcimento”.

Si tratta di due docenti ed una assistente amministrativa, quest’ultima in particolare precaria da oltre 14 anni, rimasta più volte disoccupata ma che nei prossimi giorni sarà immessa nei ruoli grazie al ricorso vinto con l’UGL.

L’ex precaria, residente in provincia di Bari, separata e con due figli a carico, con gli assegni di mantenimento che spesso non arrivano, vuole restare anonima proprio perché teme “ripercussioni economiche” da parte dell’ex coniuge; oltre alla serenità di un lavoro stabile, buona parte di quei soldi le serviranno “per pagare alcune rate arretrate del mutuo per la casa ed aggiustare finalmente l’impianto di riscaldamento …”

Quando agli inizi del 2012 mi rivolsi al sindacato per il ricorso – dichiara l’assistente amministrativa – ero molto sfiduciata ed arrabbiata perché in un colpo solo ero rimasta senza lavoro e senza marito; senza stipendio,senza mantenimento, con un mutuo cointestato ma interamente sulle mie spalle, con i soldi chiesti in prestito ai miei vecchi genitori pensionati da 800 euro al mese, con i figli che reclamavano libri e zainetti per andare a scuola … oggi finalmente la parola serenità per me ha un senso … ho la certezza di un lavoro stabile”.

Certezza che purtroppo non hanno ancora in molti, tra docenti e personale ata della scuola che pur avendo i requisiti previsti dalla direttiva europea sono ancora sospesi nel limbo del precariato, per non dire inferno quando poi a Settembre non si riesce neanche ad elemosinare una supplenza breve.

Nonostante la soddisfazione per le numerose vittorie e sentenze favorevoli ai precari ottenute dall’UGL, è da stigmatizzare il dato che per ottenere il rispetto di una legge europea ed una italiana ci si debba per forza rivolgere ai giudici del lavoro a causa delle continue violazioni delle stesse."

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