Stabilizzare prima chi ha lavorato da anni su sostegno e ora è specializzato. Lettera

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Inviata da Roberta Trotta – Sono una pedagogista e docente precaria di scuola primaria da 5 anni. Inutile dire che ho lavorato 4 anni su sostegno senza titolo, purtroppo è questa la normalità.

Quest’anno ho conseguito la specializzazione in sostegno didattico per primaria, finalmente con immensi sacrifici economici, familiari e anche psicologici. Perché il Tfa non è una bella passeggiata… Ho sostenuto 3 prove preselettive, test, prova scritta e prova orale. Superate queste ho vissuto un intenso anno di studio e lavoro in contemporanea e anche tirocinio didattico, senza possibilità alcuna di assenze o recuperi. (Pensiamo al paradosso del tirocinio da sostenere dopo che insegni su sostegno da anni.. Ma ok.). Ho sostenuto 10 esami e 10 laboratori, ho preparato 3 elaborati finali (uno TIC, uno sulla esperienza di 150 ore di tirocinio professionale e un elaborato teorico). Infine ho sostenuto una ulteriore prova orale. Ora sono Specializzata!

La notizia emersa questa mattina in merito alla possibilità di non prevedere prova preselettiva al prossimo TFA, V ciclo, per chi ha insegnato 3 anni su sostegno, mi crea un misto di sensazioni altalenanti.. a partire dalla rabbia ovviamente, per finire con l’amarezza, tristezza e avvilimento più totali.

Ma possibile che in questo Paese si pensi sempre “alle prossime volte”, “ai nuovi cicli”… Si modifichi tutto come più piace… E a noi? A noi precari da anni con non so più quanti titoli, concorsi, specializzazioni sulle spalle??? A noi chi ci pensa? Chi ci tutela?

Non mi interessa come si accederà al prossimo TFA. Ora siamo NOI quelli specializzati che hanno finito il Tfa… siamo noi che siamo già abbandonati… Perché non stabilizzare prima chi ha lavorato da anni su sostegno e ora ha anche un titolo di specializzazione? Perché pensare già al dopo se non si pensa al presente. TUTTO CIÒ È INGIUSTO E VERGOGNOSO nei confronti di milioni di persone, insegnanti preparati ed è ancor più ingiusto per quei bambini e per quelle famiglie che ogni anno sperano con tutto il cuore che sia l’anno giusto, l’anno in cui l’insegnante del loro bambino resterà lì, per diritto e merito.
Vi prego di portare avanti questa lotta. Fate ciò che giusto e non ciò che “dovete” fare.

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