Stabilizzare docenti GaE e GM 2016 prima di nuovi concorsi. Lettera alla Fedeli

di redazione
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inviato da Rudy Guzman* – In merito alle risposte del Ministro Fedeli, vogliamo ribadire che l’anno scolastico 2017/18 non è iniziato male, se paragonato al 2015/16 o i successivi, ma non è affatto iniziato bene, basti pensare al frettoloso aggiornamento delle graduatorie d’Istituto, per via dei ricorsi presentanti da qualche Sindacato-ricorsificio, dove docenti con pari titoli, solo perché hanno prodotto ricorso, stanno passando da III a II fascia d’Istituto, bloccando di fatto, le supplenze in molte scuole del territorio.

E’ pur vero, che molte graduatorie sono esaurite, ma per lo più al nord, dove gli iscritti risultavano in numero già esiguo, ma risulta anche vero, che grazie al piano assunzionale straordinario il numero di iscritti sia sceso sensibilmente, ma non è sceso il numero di precari storici che annualmente e con continuità servivano la scuola pubblica italiana e lo Stato.

Occorre, analizzare, non solo in base al numero di iscritti, ma anche in base ai punteggi degli iscritti, dove è facile rilevare che sussistono in tali graduatorie, docenti con circa 300 punti, ciò vuol dire che tali graduatorie si sono sfoltite in ordine inverso di posizione nella graduatoria, ovvero, chi aveva maggiori titoli e servizio risulta ancora iscritto in tali graduatorie.

In merito al concorso del 2016, grazie ad una mancata valutazione e applicazione prima del bando di concorso, della mobilità interprovinciale, si è appurato che dei 63mila posti ne sono stati coperti ben pochi, tanto è vero, che si vocifera che sarà spostata la validità triennale dei concorsi, in alcune Regioni, nemmeno un terzo sono stati assunti in ruolo.

Ed ancora, non ci risulta veritiero che tutti i docenti che attendevano ‘pazientemente’ di essere immessi in ruolo da decenni siano stati stabilizzati, come non è plausibile, senza un intervento legislativo, che le graduatorie possano essere esaurite entro 2 anni, ciò dovuto sia alla mancata applicazione delle sentenze del TAR del Lazio, che per l’unificazione di alcune classi di concorso, che hanno prodotto e producono esuberi a livello nazionale.

Non dimenticando che per le GAE infanzia e della primaria non essendo stato applicato, sia il potenziamento come negli altri ordini di scuola, ma anche il tempo pieno nelle Regioni del Sud, non si è verificata alcuna riduzione del precariato e in particolar modo di quello storico, dove i 20mila iscritti escludendo in nuovi inserimenti risultano ad oggi, ancora precari, attribuire la colpa alla magistratura amministrativa è scaricare le proprie responsabilità verso un altro organo costituzionale, che ha prodotto delle sentenze, per responsabilità legislative dove pseudo sindacati – ricorsisti hanno saputo inserirsi nei buchi delle leggi.

Delle promesse relative a 51.773 immissioni in ruolo, appena 5mila in più sono stati coperti, lasciando di fatto circa 29.686 posti ai supplenti, di cui ben 10.011 sul sostegno e non perché mancava personale specializzato nelle GAE, emblematico è il caso di Napoli, dove solo 12 docenti sono stati immessi in ruolo con una disponibilità oltre 1000%.

E’ errato persevarare nell’illudere i docenti con nuovi concorsi, quando ancora non sono stati stabilizzati quelli delle Graduatorie di Merito, né quelli delle Graduatorie ad esaurimento, le risposte concrete e fattive sono quelle di elaborare un piano assunzionale provinciale per chi si trova nelle graduatorie ad esaurimento, e un piano di assunzionale regionale per chi si trova nelle graduatorie di merito.

Inoltre, risulta alquanto paradossale affermare che le supplenze si stiano ‘sensibilmente’ riducendo, considerando che la maggior parte di queste, si riducono nelle Regioni dove sono stati stabilizzati un maggior numero di docenti e in particolar modo, quelle del nord, dare un dato numerico complessivo, non rende la giusta valutazione della collocazione dei supplenti sia a livello provinciale che regionale, considerando anche che in alcune province e in alcune classi di concorso non vi sono state immissioni in ruolo né provinciali, né regionali.

Il dato reale che si evince da questa situazione è la mancata volontà politica di stabilizzare i tanti docenti iscritti nelle GAE e in particolar modo quelli delle GAE Infanzia, dove in questi due anni, molte promesse sono state sempre disattese e tradite.

* per il Comitato Nazionale docenti iscritti in GAE (CO.N.GAE)

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