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Spunti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro: burnout e gestione dello stress lavorativo

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Partendo dal presupposto che le istituzioni scolastiche sono considerate luoghi di lavoro a cui si applica la normativa sulla sicurezza, il contributo vuole fornire spunti concettuali utili a tutto il personale scolastico docente e ATA sui rischi principali cui si può incorrere nell’ambito dell’esercizio dell’attività lavorativa e sulla definizione dei principali temi sulla sicurezza.

Per rischio si intende la probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di utilizzo o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla combinazione tra più fattori e/o agenti.

Il testo unico sulla sicurezza.

La testo di riferimento in materia è il D. Lgs. 81 del 9 aprile 2008 “Testo unico per la sicurezza sul lavoro”, che detta le norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e che trova applicazione anche nelle istituzioni scolastiche.

L’obiettivo della sicurezza nelle scuole richiede impegno costante e congiunto di tutti i soggetti istituzionali competenti in materia, unitamente alla partecipazione attenta delle comunità scolastiche, per diffondere informazioni, azioni, stili corretti, buone pratiche e promuovere momenti formativi.

A tal proposito è stata istituita la Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole dalla legge 13 luglio 2015, n. 107 e fissata per il 22 novembre di ogni anno dal decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del 27 novembre 2015 n. 914.

Surmenage vocale.

Uno dei principali rischi per il personale scolastico, in particolar modo per il personale docente, è quello di mettere a dura prova la propria voce. Lo sforzo vocale dovuto alle ore frontali di didattica e alle condizioni ambientali sfavorevoli (classe poco disciplinata, locali troppo grandi, rumori esterni, etc), può causare un affaticamento delle corde vocali, che a lungo andare può comportare seri problemi, come ad esempio la disfonia.

La disfonia è un disturbo della voce, che comporta una alterazione più o meno grave della frequenza e intensità del tono di voce. Al disturbo conseguono di frequente problematiche fisiche ed emotive, impattanti anche sulla qualità del lavoro.

È dunque importante imparare a ridurre tale rischio nel corso della carriera professionale, mediante ad esempio:

  • l’utilizzo di toni vocali più moderati;
  • una interlocuzione più lenta e pacata;
  • la riduzione dell’utilizzo di sigarette e alcol;
  • strategie vocali e training appositi, in presenza di problematiche già in atto.

Se il problema alle corde vocali (afonia, bruciori, perdite della voce, etc) permane per più giorni, si consiglia di rivolgersi ad un medico otorinolaringoiatra.

La gestione dello stress lavorativo.

Con la parola stress intendiamo molteplici situazioni negative di fastidio, ansia e pressione subiti da un soggetto in presenza di molteplici situazioni ambientali, più o meno inquadrabili in fattispecie predefinite, che comportano una tensione continua che può sfociare in disturbi fisici e psichici, con evidente diminuzione della capacità lavorativa. La condizione dipende da fattori soggettivi e dunque varia da persona a persona.

In ambito lavorativo, può verificarsi una situazione di stress derivante da problematiche ambientali (conflittualità con superiori, colleghi o alunni, orari di lavoro gravosi, etc) o derivanti dai propri carichi o ritmi di lavoro, o situazioni lavorative unite a problematiche attinenti la sfera personale del lavoratore. Questo tipo di problematica si definisce “stress da lavoro correlato”.

È obbligo del datore di lavoro di valutare eventuali stress da lavoro correlato, nell’ambito della redazione del Documento di valutazione dei rischi, ai sensi dell’art. 28 del Testo unico sulla sicurezza.

Una delle principali cause di stress lavorativo può essere il mobbing: cioè l’atteggiamento tenuto nei luoghi di lavoro dai superiori e/o dai colleghi per vessare il lavoratore, attraverso varie modalità esplicite o implicite (minacce fisiche o verbali, etc) e nell’ambito di un disegno vessatorio univoco, assumendo i caratteri della discriminazione, della persecuzione o addirittura della violenza psicologica, degradando il clima di lavoro e danneggiando il benessere psico-fisico del lavoratore che ne è vittima. In presenza di determinati presupposti, la situazione può configurare responsabilità civili o penali.

Il bournout.

Per bournout si intende una situazione in cui il dipendente avverte una sensazione di crescente difficoltà e insoddisfazione, caratterizzante la routine quotidiana. Questo atteggiamento ha effetti impattanti sulla qualità lavorativa che può sfociare in gravi situazioni psico-fisiche.

Le cause per il personale scolastico possono essere molteplici, principalmente dovute a contesti lavorativi poco gratificanti e stimolanti, anche dal punto di vista retributivo, e al difficile rapporto che spesso si ha con le famiglie e gli alunni.

Il consiglio pratico è quello di cercare di stoppare sul nascere questo atteggiamento, eventualmente ricorrendo all’aiuto di esperti. Assume rilevanza in questi casi la figura dello psicologo di istituto, per il quale il Ministero ha fornito apposite risorse finanziarie alle istituzioni scolastiche.

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