Sport e valori della cittadinanza, quali rapporti. La curvatura sportiva della scuola Secondaria di I grado: Scarica il progetto

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Il comportamento prosociale di un individuo è influenzato dai suoi valori di riferimento. In particolare, i valori sociali e civici di cui un individuo dispone influenzano, inevitabilmente, la preoccupazione per il benessere degli altri. Ma esiste, ed è evidente, una connessione tra lo sport e la promozione della riflessione sui temi sociali e del bene comune. “Lavorando con gli studenti insegnanti di salute e educazione fisica – si legge in una recente ricerca condotta – abbiamo esplorato le opportunità di apprendimento condivise tra due aree del curriculum, salute e educazione fisica e educazione civica e cittadinanza”. Fair play, dibattiti sui grandi temi dell’organizzazione della società e sui temi etici, grado di partecipazione attiva alla vita della comunità, identità e inclusività – ribadiscono Cruickshank e Mainsbridge – sono aree in cui lo sport e i valori civici inevitabilmente vengono ad intersecarsi.

I valori civici, la felicità e il supporto dello sport

I valori civici favoriscono la società funzionale. Nelle democrazie come l’Italia, questi valori includono uguaglianza, responsabilità, responsabilità, libertà, rispetto, tolleranza e, naturalmente, inclusione. Quando i giovani costruiscono la loro vita su questi valori contribuiscono alla determinazione di una società coesa.

Quale sarebbe il rapporto esistente tra sport con i valori della cittadinanza

L’adolescenza, dunque, l’arco di tempo che i nostri alunni trascorrono a scuola, è un momento rilevante per lo sviluppo dei valori civici. Esperienze di vita di tipo personale, le relazioni umane e i contesti sociali nei quali si vive influenzano tutti questo sviluppo. Tali contesti includono la casa, la scuola ma anche e principalmente lo sport. Ecco perché esperienze come quella sulla quali disquisiremo, cioè quella attiva nella Scuola Secondaria di I grado “Anna Frank” dell’Istituto comprensivo Statale di Lugagnano di Sona (VR), sono di fondamentale importanza e vanno promosse e veicolate come “eccellenti pratiche” da disseminare nei territori e nelle comunità.

La curvatura dell’Istituto comprensivo Statale di Lugagnano di Sona (VR) – Scuola Secondaria di I grado “Anna Frank”

Per di comprendere il funzionamento della curvatura sportiva e conoscerne i documenti abbiamo intervistato il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Statale di Lugagnano di Sona (VR), la Prof.ssa Elisabeth Piras Trombi Abibatu, prima di vincere il concorso per dirigente scolastico, è stata docente di spessore di Filosofia e Storia in diversi Licei pubblici e privati di Bergamo, Milano, Iglesias, Carbonia, Capoterra, Cagliari e Quartu Sant’Elena; giornalista con collaborazioni giornalistiche per varie testate giornalistiche: Sardegna1 TV; Il Giornale di Bergamo e L’Unione Sarda; vincitrice per la Sardegna del Concorso Nazionale “Tutti a Scuola” premiazione tenutasi a Taranto alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, per l’Inaugurazione dell’a.s. 2017-2018; vincitrice per l’Italia del concorso internazionale “Euroscola”, premiazione tenutasi al Parlamento Europeo di Strasburgo (Francia), con le classi dell’IIS Bacaredda-Atzeni di Cagliari per l’Anniversario dei 60 anni della nascita della CEE con i Trattati di Roma del 25 marzo 1957. Insomma, un dirigente scolastico e un docente che, già in termini di esperienze e competenze, fa la differenza.

Prof.ssa Elisabeth Piras Trombi Abibatu, cos’è la “Curvatura Sportiva”?

«E’ una progettualità di potenziamento che prevede un aumento delle ore di educazione fisica nella scuola secondaria di I grado. Hanno più titolo di me a parlarne la Dirigente dell’IC “Don Milani” di Terracina, Dott.ssa Giuseppina Di Cretico, capofila della rete “Scuole per lo sport” e i colleghi degli Istituti comprensivi di Tavagnacco, in provincia di Udine e il “Porcu Satta” di Quartu Sant’Elena, che l’hanno preceduta nella direzione e fondazione di questa rete di scopo».

In cosa consiste, Preside, questa “Curvatura sportiva”?

«Nella possibilità per gli alunni delle ex scuole medie di avere oltre l’insegnamento generalista dell’educazione fisica anche apprendimenti specifici di alcune discipline sportive attraverso moduli d’insegnamento tenuti da esperti interni e/o esterni (tecnici federali o societari)».

Cosa cambia nell’organizzazione della scuola?

«Attualmente ogni istituto comprensivo o scuola secondaria di I grado ha un’organizzazione flessibile, per cui il tempo scuola dell’offerta formativa può lievitare dalle 32, alle 33 o anche 34 ore. Per quanto riguarda la scuola che dirigo pro tempore, il Collegio dei Docenti e il Consiglio di Istituto hanno optato per un’organizzazione distribuita sulle 33 ore con due rientri pomeridiani, al fine di allinearla al percorso dell’Indirizzo Musicale, ormai attivo da anni a Lugagnano».

Ci sono classi di concorso addizionali?

«Ecco il nodo cruciale della questione. Al recente “Convegno delle scuole a Curvatura sportiva”, tenutosi il 27 e 28 settembre 2022 presso il Centro di Preparazione Olimpica di Formia organizzato dal Prof. Ignazio Mulas, docente di educazione fisica referente della rete, la platea era molto divisa sul punto. La mia idea è che sia imprescindibile avere delle classi di concorso addizionali specifiche per l’attività tecnico-pratica nell’ambito EMFS. Se guardiamo le riforme attuate dalla Ministra Gelmini, la normalizzazione dei numerosi indirizzi sperimentali presenti negli istituti superiori dagli anni ’80, ha comportato necessariamente l’introduzione di nuove classi di concorso per i licei linguistici, sportivi, coreutici ecc. Lo stesso accadde con l’avvio dei corsi sperimentali per l’insegnamento di uno strumento musicale nelle scuole medie, grazie alla L. 3 maggio 1999 n. 124. Molti sostengono che per la sperimentazione dell’indirizzo sportivo basterebbe far entrare a scuola tecnici con specifici brevetti e specializzazioni CONI, ma ritengo questa una strada non percorribile. Il mondo della scuola ha già dei docenti di educazione fisica professionisti inseriti di diritto nel mondo dello sport. Il vecchio ISEF e le attuali Scienze Motorie in Italia sono facoltà molte selettive, tra le migliori a livello internazionale, lo dicono i recenti ranking. Pertanto i professionisti dello sport sono già in seno alle nostre scuole. Se guardo nel mio piccolo: tutti i docenti che si occupano di motoria e attività fisica all’interno della mia scuola hanno praticato sport ad alti livelli: dalla pluricampionessa olimpica Prof.ssa Daniela Castellani per il Softball, alla Prof.ssa Lucia Marchetti che ha militato per anni nel campionato italiano di seria A per la pallamano, all’insegnante Alessandra Gianfilippi, mio secondo Vicario, campionessa sia di nuoto pinnato in acque libere sia di softball; infine il docente specialista di motoria, ultimamente giunto per le classi quinte della scuola primaria, è un calciatore professionista. E’ indispensabile che la cooperazione tra scuola e sport prosegua, in quanto si tratta di un settore dinamico, in continua evoluzione. Gli esperti esterni devono continuare a entrare nelle palestre scolastiche e i nostri alunni, viceversa, devono continuare a frequentare gli impianti sportivi esterni delle società sportive affiliate al CONI».

Lei ha lanciato l’idea di aumentare capillarmente il numero delle scuole secondarie di I grado che aderiscono alla curvatura sportiva. Come si potrebbe avviare?

«Da Dirigente ho momenti formativi e di incontro, sia regionali sia interregionali, con altri colleghi provenienti da vari contesti del MIM. Parlando della mia recente esperienza, mi è capito spesso di scoprire che dall’altra parte avevo colleghi che ignoravano totalmente l’esistenza di questa “Curvatura Sportiva”, uomini e donne di Stato che dirigono scuole da anni o sono in posizioni apicali all’interno delle istituzioni scolastiche. Quello che a mio giudizio è mancato è la visibilità. Finché parliamo tra noi addetti ai lavori facenti già parte della rete, si ripeteranno situazioni simili a quelle che vivevo da docente di Filosofia, quando agli inizi degli anni 2000, parlavo di CLIL. Tutti automaticamente mi chiedevano, eccetto i docenti di inglese, “Che cos’è?”. Si potrà avviare una sperimentazione della curvatura sportiva solo aprendosi all’esterno, invitando ai nostri raduni, seminari e incontri tutti gli istituti comprensivi e le scuole secondarie di I grado pubbliche e private presenti sul territorio nazionale. Questo infatti è il primario obiettivo della manifestazione organizzata insieme al mio Team di docenti e le società sportive partner dell’IC Lugagnano di Sona nel Collegiale che si terrà a Verona il 17 e 18 febbraio 2023. Finché in ogni paese, in ogni città non ci sarà almeno una scuola che avvierà una progettualità continua di potenziamento delle ore di educazione fisica, il Ministero non ci prenderà in considerazione. “I numeri “sono la chiave di volta di qualsiasi riforma scolastica».

Il progetto della ”Curvatura sportiva”

In allegato il progetto della “Curvatura sportiva” della Scuola Secondaria di I grado “Anna Frank” dell’Istituto comprensivo Statale di Lugagnano di Sona (VR) che, senza ombra di dubbio, si distingue sul territorio per le qualificate opportunità che fornisce all’utenza.

Finalità e scelte strategiche

L’attuazione di un corso a curvatura sportiva, si legge nel brillante progetto che si allega, consolida:

  • la sinergia della scuola con le associazioni sportive del territorio nella promozione di diverse discipline sportive;
  • la variegata tradizione sportiva dell’Istituto;
  • la collaborazione con l’Amministrazione Locale di Lugagnano;
  • l’utilizzo delle strutture e degli impianti sportivi;
  • un futuro percorso formativo con la “Rete Nazionale Scuole Secondarie Primo Grado a curvatura sportiva “Scuole per lo Sport: lo sport aiuta a superare gli ostacoli della vita”.

Progetto PTOF Curvatura Sportiva

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