Sport di classe? Non proprio!

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inviato da Giovanni Nappi – “Sport di classe." Criticità, richiesta e proposte al progetto del Gruppo informale nazionale "OBIETTIVO PR.I.MO", Pratica dell’Insegnamento Motorio

inviato da Giovanni Nappi – “Sport di classe." Criticità, richiesta e proposte al progetto del Gruppo informale nazionale "OBIETTIVO PR.I.MO", Pratica dell’Insegnamento Motorio

Il Gruppo Informale Nazionale “OBIETTIVO PR.I.MO”, Pratica dell’Insegnamento Motorio, nasce in internet dalla partecipazione attiva dei vari gruppi organizzati in facebook con la nascita, nell’a.s. 2009/10, del progetto nazionale Alfabetizzazione Motoria. Uno degli obiettivi del gruppo informale è di aiutare il M.I.U.R. ad istituire l’insegnante di educazione fisica nella scuola primaria seguendo le indicazioni nazionali del 2012 (Decreto Ministeriale adottato con nota 26 novembre 2012) (multiesperienza, multidisciplinarietà,..).

OBIETTIVO PRIMO vuole sostenere il M.I.U.R. implementando il database nazionale, già iniziato, in cui si stanno raccogliendo i dati personali, a norma di legge, non solo degli insegnanti di ed. fisica che hanno esperienza con i progetti nazionali ma anche quelli interessati ad essere inseriti nella scuola primaria (nuove reclute).

Presa visione dell’avviso pubblico per l’assegnazione dell’incarico di Tutor Sportivo Scolastico (di seguito indicato come Tutor) nell’ambito del progetto nazionale “Sport di Classe” per l’anno scolastico 2014/2015, ai sensi della nota ministeriale n° 6263 del 3 Novembre2014 visibile sul portale del progetto nazionale http://www.progettosportdiclasse.it.;
discusso tra i suoi aderenti e non, attraverso il web, i contenuti nel bando,
ha individuato le seguenti CRITICITA’:

1) Incomprensibile la scelta di far svolgere le ore di Educazione Fisica nella scuola primaria, a differenza del progetto nazionale Alfabetizzazione Motoria prima (a.s. 2009-2013) e Progetto Primaria dopo (a.s. 2013-2014), solo alle maestre titolari della classe. Tale scelta è infatti completamente in antitesi con la proposta de la “Buona Scuola”, che parla dell’inserimento del laureato in scienze motorie nella scuola primaria. Poniamo inoltre la seria questione di come si possano trovare strategie per la partecipazione attiva degli alunni con bisogni educativi speciali (BES) senza svolgere costantemente lezioni frontali con gli stessi in relazione anche con i compagni, rischiando così di “standardizzare” l’intervento andando in antitesi con il termine stesso “SPECIALI”;

2) Il corrispettivo annuo indicato dal bando è totalmente iniquo considerando:
– le riunioni/ore a cui partecipare e i vari incontri Regionali e Provinciali,
– il profilo professionale di spessore indicato all’art. 1,
– la richiesta di piena disponibilità antimeridiana e pomeridiana,
– le ore necessarie per programmazione sia a scuola che a casa,
Inoltre il contratto indicato (prestazione d’opera) e le modalità di pagamento (prima tranche, relativa alle attività svolte dall’11 dicembre fino al 31 dicembre 2014, sarà erogata entro il 30 marzo 2015 e la seconda tranche, relativa alle attività svolte dal 1° gennaio 2015 al 30 giugno 2015, sarà erogata entro il 30 settembre 2015), sono inaccettabili;

3) Con un profilo professionale con così tante competenze, contrariamente a qualsiasi logica e metodica concorsuale, non vi è alcuna valutazione di titoli culturali inerenti alla progettazione, programmazione, didattica sulla diversabilità o handicap;

4) Ci troviamo a dover perseguire obiettivi non ancora chiari che quindi potrebbero essere in contrasto con le linee guida del curricolo nazionale in materia di Educazione Fisica nella scuola primaria in particolare con il 1° biennio!
La socializzazione, l'integrazione, la ludicità e la multidisciplinarietà/multiesperienza, questi sono i principi didattici di base che sostengono le attività psicomotorie programmate nel corso della scuola primaria. Dai 6 agli 11 anni si deve differenziare nettamente la pratica psicomotoria dalle attività e progetti periodici e saltuari ad indirizzo sportivo.

Per tutte queste criticità elencate, il gruppo informale nazionale “Obiettivo PR.I.MO.” ,

CHIEDE al M.I.U.R, Dipartimento per il Sistema Educativo, di Istruzione e di Formazione Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione Ufficio V
e all’ORGANISMO NAZIONALE PER LO SPORT A SCUOLA

L’ ANNULLAMENTO
del bando emanato con nota ministeriale n° 6263 del 3 Novembre 2014;

La RIFORMULAZIONE del progetto “Sport di classe” con conseguente emanazione di un NUOVO BANDO, corretto e modificato.

Di seguito le nostre proposte:
1. AFFIANCAMENTO ALL’INSEGNANTE TITOLARE della classe con un ritorno alla più logica organizzazione del collaudato e valutato progetto di Alfabetizzazione Motoria che prevedeva la compresenza dell’insegnante titolare della classe e di un laureato in Scienze Motorie o ISEF durante la lezione di Educazione Fisica nella scuola primaria. Quantificando le risorse messe in campo dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), in collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), circa 15 milioni di euro, si potrebbe assicurare un insegnante di Educazione Fisica (esperto) per 2 ore settimanali per le classi 3°, 4° e 5° su quasi tutto il territorio nazionale, posticipando la data di inizio delle attività appena dopo le festività natalizie. 15 milioni di euro / monte annuo di 270 ore (9 classi x 15 settimane) = circa 3700 tutor. In questo modo ogni esperto coprirebbe 270 ore di lezione su 9 classi in affiancamento all’insegnante titolare che, moltiplicate per 15 euro, fa 4050 euro a tutor. 3700 tutor x 4050 euro = 15 milioni circa. In molte regioni come la Lombardia, Piemonte e in alcune città italiane sono state già avviati progetti analoghi con fondi regionali e comunali. Quindi aggiungendo ulteriori risorse umane si può coprire quasi interamente il territorio italiano.

2. EROGAZIONE DEL CORRISPETTIVO dovuto almeno con cadenza bimestrale, in seguito a rendicontazione dell’attività svolta. Non vediamo quali siano le difficoltà nell’apportare tale metodica poiché le risorse economiche per il pagamento delle attività progettuali sono state già stanziate alla stipula del protocollo d’intesa MIUR-CONI e quindi disponibili nelle casse del CONI. Inserire inoltre le ore frontali svolte per lo svolgimento dei Giochi nel conteggio delle ore retribuite, e prevedere un rimborso spese per gli incontri di formazione ed aggiornamento.

3. VALUTAZIONE DEI TITOLI CULTURALI inerenti la progettazione, programmazione, didattica sulla diversabilità o handicap; inoltre ci sembra opportuno valutare anche i titoli come EDCL, EIPASS ecc… per le competenze richieste nell’ambito informatico e RICONOSCIMENTO GIURIDICO nelle graduatorie di merito per il servizio di insegnamento svolto nei 5 anni di Alfabetizzazione Motoria e Progetto Primaria, assicurando continuità lavorativa degli esperti coinvolti.

4. RICONOSCERE E DISTINGUERE GLI AMBITI DI INTERVENTO all’ interno della scuola. Gli insegnanti di educazione fisica (diplomati Isef, Laureati in Scienze Motorie) devono essere riconosciuti come uniche figure competenti deputate a svolgere un’attività motoria di qualità, per un minimo di 2 h settimanali, come raccomandato dal rapporto Eurydice (ore di insegnamento obbligatorie) anche dalla Direzione Generale Istruzione e Cultura della Commissione Europea (2013).
Per molti alunni la scuola rimane l’unica porta di accesso alla pratica di un’attività fisica di qualità, perciò la politica deve attuare e garantire l’accesso alla pratica motoria a partire dalla scuola dell’infanzia e primaria, come in molte regioni europee.

CONCLUSIONI
Se veramente c’è l’intenzione del Governo e del MIUR, come letto nelle linee guida “La Buona Scuola”, di introdurre in organico l’insegnante di Educazione Fisica nella scuola primaria, non è più logico dare ATTUAZIONE DEFINITIVA ad una progettazione iniziata 5 anni fa con il progetto nazionale Alfabetizzazione Motoria?
Siamo molto preoccupati poiché si denota, con l’emanazione del progetto “Sport di Classe”, e già con il Progetto Primaria, l’incoerenza e il mancato slancio propositivo nel seguire una linea di attuazione atta all’inserimento in organico dell’insegnante di Educazione Fisica nella scuola primaria.

Gruppo Informale Nazionale OBIETTIVO PR.I.MO – PRatica dell’Insegnamento Motorio

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