Calabria, Spirlì: non si può emanare nuova ordinanza di chiusura scuole elementari e medie, unico rimedio è Consiglio di Stato

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“Non si può procedere all’emanazione di una nuova ordinanza di chiusura delle scuole primarie di primo e di secondo grado in quanto il relativo provvedimento sarebbe nullo ai sensi dell’art. 21-septies della L.241/1990 sul procedimento amministrativo e potrebbe costituire di rilievo penale, ex art. 650 c.p., qualora inteso come inottemperanza all’ordine giudiziale.

L’unico rimedio esperibile è il ricorso in appello al Consiglio di Stato il quale è stato prontamente esperito tant’è che risultano già iscritti i ricorsi in appello avverso entrambi i Decreti Cautelari emessi dal Tar di Catanzaro”. Lo scrive su Facebook il presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì riguardo la sentenza del Tar che ha sospeso la parte di ordinanza emessa dalla Regione e che prevedeva la didattica a distanza fino al 15 gennaio per le scuole primarie e secondarie di primo grado.

Il Tar ha infatti limitato la sospensiva alle scuole primarie e alle secondarie di primo grado. Per le secondarie di secondo grado, pur riconoscendo la validità delle argomentazioni proposte nel ricorso, considerata la maggiore capacità degli studenti di svolgere le lezioni da remoto e la situazione gestione trasporti, si è riservato di decidere il 10 febbraio.

Calabria, sospesa parzialmente ordinanza di chiusura scuole. Avviso Usr e decreto Tar

“Auspichiamo – paggiunge – in una celere e tempestiva decisione da parte del Presidente del Consiglio di Stato. Carissimi, inutile ribadire quanto già vi ho comunicato: è da ore e ore che sto cercando il modo legale per garantire la didattica a distanza o mista ai nostri bambini, adolescenti, giovani. Purtroppo, devo constatare che, ancora, nella nostra amata Calabria, i pochi governano e decidono per i molti. Oggi più che mai è indispensabile segnarlo nella mente e ricordarlo al momento opportuno. Tutti noi, io con voi, sogniamo una vera democrazia. Che sappia tutelare, accompagnare, sostenere. Il ghigno beffardo dei falsi vincenti, umani e non divini, non mi ha mai convinto. Non mi è mai piaciuto. Affido ai genitori coscienziosi, agli educatori vigili, all’intera comunità regionale, a se stessi e a Dio, il popolo nuovo e giovane della Calabria. Io, pur di passaggio, continuerò a combattere dal palazzo con le porte aperte. Non sono nato su una poltrona comoda, ma in una umile casa di onesti lavoratori. Non morirò su una poltrona comoda (che, peraltro, non uso), ma in mezzo alla mia gente”.

“Lo devo ai miei nonni contadini, mio padre onesto servitore dello Stato, a mia madre fiera figlia, sorella, moglie, madre, nonna e bisnonna di famiglia. Restiamo vicini e tracciamo insieme il solco su cui costruire il sentiero: lei non ci abbandonerà”, conclude il presidente ff.

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