Spirlì (Calabria): fermare presenza nelle scuole per qualche settimana per abbassare contagi

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Presidi, studenti, insegnanti e associazioni si sono confrontati, oggi pomeriggio, nella Cittadella “Jole Santelli” di Catanzaro, con il presidente della Giunta regionale Nino Spirlì, sulla situazione nel mondo della scuola calabrese, alla luce della grave emergenza sanitaria legata al Covid-19.

Lo comunica una nota della Regione.

Il presidente Spirlì ha esposto le ragioni che hanno indotto la Regione a emanare la recente ordinanza che prevede la presenza in aula al 50% e la didattica digitale integrata per tutti gli studenti delle scuole superiori le cui famiglie ne facciano esplicita richiesta.

“Incontrare i rappresentati del mondo della scuola – ha dichiarato il presidente Spirlì – è stato di vitale importanza. Un confronto richiesto da me a cui hanno aderito tanti dirigenti, insegnanti, studenti e genitori di alunni. Quasi quattro ore di dibattito, seguito in rete da migliaia di cittadini calabresi, in cui sono stati espressi vari punti di vista. Indicazioni da cui partirò per ottimizzare la nostra ultima ordinanza sulla scuola, laddove ce ne fosse la necessità. Molte sono state le richieste pervenute: ne studieremo la fondatezza, dopodiché andremo ad accontentare tutti i territori e tutte le categorie, perché il problema della scuola si è posto in un momento in cui siamo a una svolta. La Calabria finora è riuscita a contenere bene i numeri del contagio e non vedo per quale motivo dovremo metterli a rischio proprio adesso”.

“L’ultima ordinanza che abbiamo emanato – che prevede, qualora sia messa in atto dai dirigenti scolastici, di poter richiedere la didattica a distanza – può andare avanti così com’è, ma ho anche dovuto registrare le lamentele di tanti genitori e alunni che si vedono negati alcuni diritti, garantiti dall’ordinanza. Mi riferisco al fatto – ha aggiunto il presidente – che noi abbiamo previsto una presenza massima del 50%, mentre alcune scuole stanno insistendo in alcune classi con il 100%. Questo non va bene, non lo possiamo permettere. Per cui, se ancora c’è qualche dubbio, passeremo dal consiglio all’ordine».

“Dove non siamo arrivati col garbo istituzionale – ha concluso Spirlì –, lo faremo con i poteri che ci dà la legge. Per quanto mi riguarda, sono dell’idea che bisognerebbe fermare la presenza nelle scuole per qualche settimana, perché sarebbe opportuno in modo da fare abbassare il numero dei contagi. Non andremo certo a forzare la mano ma, laddove i numeri mi dovessero richiedere, col loro aumento, di prendere una decisione, non mancherò di prenderla, non c’è dubbio”.

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