SPID, ipotesi addio dopo aprile 2023: serve accordo fra gestori dei servizi e il Governo

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Si attendono novità per quanto riguarda lo SPID, il sistema pubblico di identità digitale. Le convenzioni con i gestori sono scadute il 31 dicembre 2022. Ma per proseguire e andare oltre la proroga del 23 aprile 2023, serve un accordo fra i gestori e il Governo.

Il problema sarebbe di natura economica nel senso che l’aumento dei costi ha senza dubbio complicato tutto e quel milione di euro pagato dallo Stato non basterebbe più.

Pertanto, come riporta Il Messaggero, in un recente vertice le aziende avrebbero chiesto che tale cifra arrivasse almeno a 50 milioni di euro complessivi da dividere poi tra gli operatori in proporzione. Ma ci sono altre condizioni che gli operatori hanno avanzato al governo.

Alessio Butti di Assocertificatori, che rappresenta il 95% delle transazioni, ha inviato a tal proposito una lettera ad Alessandro Musumeci, capo della segreteria tecnica del sottosegretario all’Innovazione, in cui sottolinea come oltre all’incremento del corrispettivo economico, gli operatori vogliono essere coinvolti nel caso in cui agenzia e esecutivo dovessero ripensare il futuro stesso dell’identità digitale degli italiani, l’eliminazione di schemi concorrenti e la candidatura dello Spid per il futuro sistema europeo comune di identità digitale.

Se tali condizioni non dovessero essere rispettate, i servizi potrebbero non proseguire oltre giugno 2023.

Si tratta dunque di un tema delicato dato che, solo nel 2022, lo Spid ha consentito un miliardo di autenticazioni online.

Ma, nonostante i numeri non tutti all’interno dell’esecutivo sarebbero convinti di proseguire l’esperienza SPID, come il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alessio Butti, che pochi mesi fa aveva affermato che il sistema doveva cominciare ad essere «spento», puntando invece ad incentivare la Carta di identità elettronica ed evitare in questo modo spese eccessive per lo Stato.

Ma la vicenda ancora resta in stand-by dato che dal Governo non vi sono posizioni ufficiali nè tantomeno interlocuzioni in corso.

Cos’è lo SPID

Il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) è la chiave di accesso semplice, veloce e sicura ai servizi digitali delle amministrazioni locali e centrali. Per la scuola lo SPID è necessario per accedere al servizio Carta del docente, Istanze online, NoiPA, Piattaforma concorsi e procedure selettive.

Per ottenere lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) è necessario seguire questi passaggi:

  1. Scegliere uno degli Identity Provider (IP) accreditati dal Governo, come Poste Italiane, InfoCert, TIM, Aruba, e così via.
  2. Registrarsi sul sito web dell’IP scelto, fornendo i propri dati personali e la documentazione richiesta (come la carta d’identità).
  3. Confermare la propria identità tramite un sistema di identificazione digitale, come il video-selfie o l’incontro in persona presso un ufficio dell’IP.
  4. Ricevere le credenziali SPID (username e password) dal proprio Identity Provider.

Una volta ottenuto lo SPID, è possibile utilizzarlo per accedere a molti servizi pubblici e privati online in modo sicuro e veloce.

I tempi di rilascio dell’identità digitale dipendono dai singoli gestori. Una volta ottenuto, l’utilizzo di SPID per i cittadini è gratuito.

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